Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Sabato 10 Dicembre 2016

.




procura latina
0

I segreti scomodi delle cooperative, ecco perché Reina andava punito

Latina

Il maresciallo aggredito forse era già sulle tracce dei rapporti con Carminati

Il maresciallo Gaetano Reina «meritava» una lezione da parte di Angelo Fanfarillo, il re dei re delle faccende sporche ma lucrose a Cisterna di Latina. C’è anche questo tra i retroscena pesanti dell’inchiesta sulla corruzione dei testimoni d’accusa al processo per il tentato omicidio del maresciallo, ordinato appunto da Fanfarillo. Il perché di tanto astio nei confronti del finanziere non è legato solo alle molte verifiche fatte su alcune aziende del faccendiere di Cisterna. No, troppo poco. In realtà Gaetano Reina aveva semplicemente «inquadrato» Angelo Fanfarillo, le sue amicizie e il suo modus agendi, sempre uguale, volto a comprare un po’ tutto e dunque anche le persone. Ma c’è un filone ulteriore in questa storia, inusitato forse, almeno fino a questo momento: quando avviene l’aggressione del finanziere, ad aprile 2’14, è appena scoppiato il caso di mafia capitale e infatti subito emerge che il mandante è un imprenditore di Cisterna legato alle cooperative che fanno affari con le pulizie e i profughi.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (9 aprile 2016)
 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400