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Sabato 03 Dicembre 2016

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Uccide il padre e poi si ammazza
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Uccide il padre e poi si ammazza

Latina

Pierino Romano, 70 anni, al culmine di una lite ha impugnato l’arma e ha aperto il fuoco su Emanuele, 97 anni. I vicini: famiglia unita

Le telefonate a vuoto al marito poi la tragica scoperta

Le telefonate a vuoto al marito, poi la decisione di andare a controllare a casa del suocero: tutto sembra tranquillo, ma la porta d’ingresso della villetta al civico 56 di via Toscana è bloccata da qualcosa. Piera chiede aiuto al genero che riesce a farsi strada quanto basta per entrare, ma la scena che si trova sotto gli occhi è di quelle strazianti: vede il corpo di Pierino Romano, 70 anni, riverso sul pavimento nel sangue con una ferita al petto e corre a chiamare il 113. Sono appena trascorse le 18:20 quando una pattuglia della Squadra Volante, seguita dagli investigatori della Mobile, piomba sul posto per il primo sopralluogo e scopre che in casa non c’è un solo cadavere. In cucina, seduto sulla poltrona davanti alla televisione, giace il corpo senza vita di Emanuele Romano - commerciante in pensione che avrebbe compiuto 98 anni ad agosto - anche lui con una vistosa ferita al torace.

Uccide il padre con un colpo e si toglie la vita

La scintilla è scattata forse per una discussione, alimentata probabilmente dall’oscuro sentimento che il 70enne Pierino Romano covava nei confronti dell’anziano padre Emanuele. Sta di fatto che ieri, quando sono rimasti soli, il più giovane dei due è salito al primo piano della villetta, un’abitazione modesta nell’aspetto al confronto delle altre residenze della lottizzazione Cucchiarelli, il quartiere più esclusivo della città. Forse Pierino sapeva già dove e cosa cercare: da un armadio della camera da letto ha tirato fuori il fucile del padre, l’ha sfoderato e forse, ma è un ipotesi che la polizia non cha ancora confermato, ha sparato un colpo. Su una parete infatti gli agenti hanno trovato un foro compatibile con i pallettoni delle cartucce calibro 12.

La polizia ha ascoltato il badante e alcuni familiari

Non lasciano nulla al caso gli agenti della Squadra Mobile. Anche se la dinamica sembra molto chiara e rinforzata apparentemente da una logica investigativa, i detective hanno lavorato per tutta la notte per ricostruire le ultime ore di padre e figlio e per trovare un punto d’appoggio indicativo e dare in questo modo una risposta al perchè di tutto questo, ad una tragedia familiare dalle proporzioni impensabili per molte persone.
La logica investigativa porta ad una strada, quella di un omicidio-suicidio: il figlio che uccide il papà, due colpi di fucile esplosi al termine di una discussione che ha segnato un rapporto che forse si era incrinato negli ultimi tempi e che si è trasformato in una folle violenza e in una mattanza che ha scosso tutti, a partire anche dai semplici conoscenti di Emanuele e Pierino.

Una famiglia molto unitaI vicini: «E’ incredibile»

Nessuno ci ha fatto caso. Nessuno ha avvertito qualcosa di strano. Nessuno ha sentito quei rumori forti, i colpi di fucile. «Niente. Non abbiamo sentito niente, ma proprio niente», ripete un vicino di casa di Emanuele e Pierino Romano e che abita in via Toscana, un lungo rettilineo che taglia il cuore della Lottizzazione Cucchiarelli. Ai lati della strada ci sono una serie di villette basse, alcune costruite negli anni sessanta. E’ quella che in tanti definiscono una zona bene della città, ma che un vicino chiama anche in un altro modo. «E’ un quartiere dormitorio, qui funziona così: sai chi ci abita ma i rapporti a volte sono formali, ci si saluta e basta, buongiorno e buonasera».

Il servizio completo in edicola con Latina Oggi (23 aprile 2016)

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