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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Stabilimenti al tappeto riapertura a rischio
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Lungomare al tappeto, arriva la raccolta firme per la riapertura

Latina

La petizione per la riqualificazione del lungomare dopo la chiusura degli stabilimenti

I sigilli apposti dal Nucleo Investigativo del Corpo Forestale dello Stato a tutti gli stabilimenti del Lido, nel tratto compreso tra Capoportiere e Foce Verde, ha di fatto sancito la conclusione di un contenzioso iniziato lo scorso ottobre tra Comune e titolari e, di conseguenza, anche delle attività delle strutture del lungomare. Ma la questione per i cittadini è tutt'altro che chiusa. Sul web arriva infatti una raccolta firme, una vera e propria petizione ospitata dal sito internazionale Change.org, il portale più famoso in materia, diretta alla segreteria del commissario straordinario di Latina, Giacomo Barbato, e all'Ufficio del Territorio. Una petizione che ha fatto il giro di tutti i social network, raggiungendo in poco più di 24 ore quasi 500 firme (alle 16.30 di ieri i sostenitori erano 460). Insomma, tanti i sostenitori della proposta firmata da Rita Schievano subito dopo la chiusura degli stabilimenti balneari a seguito della revoca delle concessioni da parte del Comune di Latina visto che i titolari non hanno smantellato le strutture entro il 31 ottobre del 2015, come previsto dalla normativa vigente.
Ma non si tratta solo degli stabilimenti: il lungomare deve essere riqualificato anche per quanto riguarda le gli accessi alle spiagge e a tutta una serie di servizi purtroppo mancanti.
“La città di Latina è ormai arrivata ad un livello di degrado inaccettabile da parte di tutti i cittadini – si legge nel testo della petizione - Ad oggi i cittadini si ritrovano a non poter usufruire neanche degli stabilimenti balneari, in quanto posti sotto sequestro. La stagione balneare avrà inizio il 1 maggio. Le passerelle di accesso all'arenile sono divelte, il servizio di sicurezza dato dai bagnini non ci sarà nelle aree che erano gestite dagli stabilimenti. L'accesso consentito ai portatori di handicap e i servizi igienici a loro destinati non ci saranno senza gli stabilimenti. Il comune non è in grado di garantire i servizi minimi richiesti per la sicurezza e incolumità dei propri cittadini. La burocrazia non consente la fruizione di un bene quale il litorale e dei servizi che "terzi" possono offrire. Gli esercizi commerciali sono pressoché inesistenti sul tratto Capo Portiere - Foce Verde. Per chi vorrà frequentare il mare, anche reperire una bottiglia d'acqua diventerà un'impresa ardua. Per quanti non hanno la possibilità di andare in vacanza alle Maldive, ma obbligatoriamente portano i figli al mare di Latina vi chiedo di firmare. Avere servizi sul lungomare è un diritto, e la burocrazia avrebbe dovuto risolvere i problemi senza crearne di ulteriori ad un'intera città”.

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