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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Una legge per salvare  i braccianti
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Il tesoretto dei braccianti sikh

Latina

Ogni anno partono dalla provincia di Latina 23 milioni di euro per le due regioni di provenienza, Punjab e Kerala

Non solo droga, sudore e disperazione ma anche convinzione, sacrificio, risparmio, speranza. C’è un altro volto nella comunità di lavoratori agricoli indiani che vive in provincia di Latina. E la racconta l’inchiesta della Uil, «Professione Migrante», appena pubblicata in collaborazione con la Camera di Commercio e l’Associazione integrazione immigrati di Latina.
In origine fu «Sabaudistan» a fare la differenza folclorica ma anche economica tra tutte le città che hanno rappresentato la piccola-grande meta del riscatto di tanti immigrati indiani.
Ma adesso i numeri indicano molti cambiamenti in questa speciale geografia che riguarda i lavoratori sikh ed è Terracina la città che ospita il maggior numero di braccianti provenienti dalla regioni del Punjab e Kerala. La comunità pontina è una tra le più numerose in Italia e Terracina è al terzo posto su scala nazionale per valore assoluto di indiani residenti che sono 1.774 pari all’8,5% del totale della popolazione. Si tratta prevalentemente di giovani uomini, di età compresa tra i 19 e i 30 anni e quasi tutti impegnati nel settore dell’agricoltura. Un lavoro durissimo, pagato male con picchi di sfruttamento intollerabili. Ciò nonostante la capacità di risparmio di questi lavoratori è molto alta perché molti di loro continuano a vivere con pochissimo, talvolta vivono di niente, una bicicletta e una stanza dove dormire. E basta. Ogni anni dall’Italia partono per l’India oltre 225 milioni di euro di rimesse, il 4,2% del totale delle rimesse verso tutti i Paesi di provenienza dei lavoratori immigrati.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (26 aprile 2016)

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