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Domenica 04 Dicembre 2016

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Un gioiello dimenticato da tutti
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Un gioiello dimenticato da tutti

Priverno

La storia del castello di San Martino: da museo della matematica con dodicimila visitatori annui a cattedrale nel deserto

Sul finire degli anni Novanta, gli amministratori comunali di Priverno ebbero il merito di credere in una intuizione, che poi si sarebbe rivelata azzeccata, di un docente universitario privernate, da anni trasmigrato in Toscana: Enrico Giusti. Il docente, nella primavera del 1997, organizzò una mostra, denominata “Oltre il compasso, la geometria delle curve” nell’ex infermeria dell’Abbazia di Fossanova. Fu il germe che, di lì a poco, avrebbe portato all’allestimento del Museo per la Matematica “Il Giardino di Archimede” in un’ala del castello di San Martino. La direzione del Museo spettava a un tecnico scelto dal Comune di Priverno e il ruolo di guide veniva svolto da studenti del Liceo scientifico lepino, formate con corsi e tirocini. Ben presto, quel Museo divenne un punto di riferimento importante di gran parte del turismo scolastico dell’Italia centromeridionale. Si arrivò addirittura a staccare ben dodicimila biglietti l’anno. Il problema, a un certo punto, era diventato quello del parcheggio dei pullman e della ristorazione per i visitatori. Poi, nei primi anni 2000, si decise di fare un’altra cosa di quel Museo. Si sciolse il consorzio con le Università e gli enti locali della Toscana e, naturalmente, Giusti si chiamò fuori. Ben presto, le visite cominciarono a diminuire fino ad arrivare alla chiusura definitiva del Museo. Eppure l’obiettivo avrebbe dovuto essere quello di fare del Museo per la Matematica un autentico polo di attrazione per tutto il complesso architettonico del castello, che già aveva al suo interno, peraltro, i locali adatti per ospitare un bar, un ristorante e, addirittura, un albergo con una piccola disponibilità di posti letto. Ma, purtroppo, a tutt’oggi, poco o nulla è stato fatto. Ora, il commissario straordinario Andrea Polichetti ha deciso che è giunta l’ora di emanare un bando, chiaramente di valenza europea, per la gestione complessiva del castello, delle sue pertinenze e dell’intero parco.

L'articolo completo su Latina Oggi (4 maggio 2016)

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