Hanno negato le accuse i cinque indagati finiti ai domiciliari arrestati nei giorni scorsi nel corso di un'operazione della Squadra Mobile che ha permesso di scoprire in provincia di Latina una organizzazione che favoriva i matrimoni combinati per l'immigrazione clandestina in Italia. Davanti al gip del Tribunale di Latina Mara Mattioli che ha emesso la misura restrittiva, gli indagati hanno cercato di ridimensionare le accuse, il collegio difensivo ha presentato alcune istanze per chiedere la libertà e adesso dovrà decidere il pm che dovrà esprimere un parere e poi il gip. In carcere invece erano finite altre sei persone, in un un caso, un cittadino straniero era accusato anche di violenza sessuale nei confronti di una giovane marocchina attirata in Italia con l'inganno per avviarla invece nel mondo della prostituzione. La ragazza era stata anche sequestrata e poi una volta che era riuscita a liberarsi era andata in Questura a denunciare tutto.