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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Depuratore, la Regione chiede gli atti
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Depuratore, la Regione chiede gli atti

Sezze

Roma vuole chiarimenti dal Comune per erogare parte del finanziamento utile alla costruzione della nuova opera

“Vedere cammello, pagare moneta”. Sembrano affidarsi a questo vecchio detto gli uffici della Regione Lazio, che nei giorni scorsi, il 26 aprile per essere più precisi, hanno inviato una nota al Comune di Sezze per sbloccare parte del finanziamento di 3,6 milioni (909mila euro) per la realizzazione del nuovo depuratore. Per dare il via al procedimento di liquidazione, però, la Regione vuole poter disporre di alcuni documenti: lo stato di avanzamento dei lavori, le spese e quanto altro allibrato e il cronoprogramma aggiornato. Insomma, niente compensazione con la questione Anfiteatro, come qualcuno aveva ipotizzato, ma semplicemente un quadro della situazione vigente per far partire lo stanziamento dei fondi che servono per completare l’opera. Ma a questo punto viene da chiedersi il motivo di tanto astio nei confronti della Pisana, che alla fine vuole solo sapere a che punto siano i lavori per continuare a pagare. Così come non si comprendono le critiche rivolte da alcuni amministratori setini alla Regione, considerata cattiva pagatrice. La nota della Regione, infine, svela un particolare che finora era sfuggito: nel documento si parla non solo di realizzazione del nuovo depuratore a Sezze scalo, ma anche di conseguente eliminazione degli impianti esistenti di Casali e di via Friuli. Sull’argomento sono intervenuti Luigi Gioacchini e Lanfranco Coluzzi del Mlis, che da diversi anni sono interessati all’intera vicenda ed hanno espresso in più occasioni le loro preoccupazioni: «Realizzazione del nuovo ed eliminazione dei due esistenti? E perché mai – si chiedono i due esponenti del Mlis – visto che quelli esistenti, per stessa ammissione della Dondi prima e di Acqualatina poi, sono funzionanti? Insomma, qualcosa non torna. Intanto qualcuno dovrebbe spiegare perché si è deciso di costruirne uno nuovo quando i due presenti funzionavano.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (5 maggio 2016)
 

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