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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Enrico Forte

Il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Forte

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Forte (Pd): un candidato sindaco della società civile? Sarebbe la politica che abdica al proprio ruolo

Latina

Il consigliere regionale del Pd Enrico Forte scuote il Partito democratico: dice no a un candidato sindaco della società civile e ribadisce la sua discesa in campo per le primarie e le comunali 2016

Un intervento, quello postato su Facebook da Enrico Forte, finalizzato a chiarire la sua discesa in campo e a intervenire nel dibattito in corso all'interno del partito democratico di Latina

"Innanzitutto grazie per i commenti di incoraggiamento, così come per le critiche, le telefonate e i messaggi che si sono susseguiti alla pubblicazione delle mia lettera aperta.
Questo voleva essere l’inizio di uno scambio di opinioni con tutti, visto che oggi più che mai la scelta del candidato appare un fatto chiuso e limitato a pochi. Ogni vostro contributo è un tassello che porta a riflessioni ampie: la prima cosa che mi preme sottolineare è che non sono affatto appassionato alla ‘partita interna’ al PD. Oggi non c’è nessuna partita se non quella di riportare al centro la buona politica per conferire a Latina il ruolo che merita: quello di seconda città del Lazio, e non solo di capoluogo di una provincia in cui, da nord a sud, le forze centrifughe testimoniano che si sta sfilacciando la coesione amministrativa perché la lacerazione territoriale e sociale diventa anche politica. La sfida delle infrastrutture, dell’innovazione e dei servizi potrebbero offrire una risposta a questo. Ma non divaghiamo...
TI candidi? mi chiedete. Io mi metto a disposizione anche a fronte di chi mi dice ‘ ma chi te lo fa fare, stai in Regione’ perché sogno per Latina una guida democratica, inclusiva, non piegata agli affaristi, che sia trasparente e abbia come bussola la legalità e l’uguaglianza. Oggi si chiede alla ‘società civile’ di impegnarsi per cambiare volto alla città, ma credo che appellarsi a questa formula un po’ ambigua ( chi di noi non è società civile??) nasconda in realtà quell’eterno ripetersi della vocazione a perdere - elettoralmente - nel capoluogo, a non ritenere possibile lo scardinamento di vent’anni di clientelismo di destra ( latina ha espresso tre consiglieri regionali tutti ex assessori ai servizi sociali, vi torna?). Vocazione a perdere accompagnata da troppo facili entusiasmi cui ho assistito quando si è voluto leggere per forza un risultato ‘interessante’ ( cito l’ultimo delle europee) come una vittoria assoluta.
Società civile, ripetono tanti, ed io mi chiedo: può il Pd, partito di governo nazionale e regionale, presentarsi così insicuro alle elezioni per la guida di una città importante come la nostra? può il suo corpo dirigente, i suoi bravi consiglieri comunali che hanno rinunciato a quello che la vulgata, oggi, ritiene un posto comodo ( mentre è una vera trincea) abdicare ancora una volta? O non è compito nostro includere, valorizzare, rappresentare la società civile?
Detto questo, ben vengano - per carità - candidati da ogni dove, ma cerchiamo almeno di dibattere, di approntare criteri di selezione credibili, e non funzionali ad una battaglia a perdere. A perdere perché lascia intravedere un partito mai così spaccato: chi si potrebbe mai alleare ad un Pd dilaniato e dunque debole?
i temi sono tanti, e non mancherà il momento di affrontarli: ma il percorso si deve costruire insieme, senza risentimenti e con il cuore aperto, altrimenti il Pd locale diventerà un ricordo ( poco male penseranno i maligni…) e cosa ancor peggiore Latina retrocederà ai livelli di una città dormitorio dove nessuno lotta davvero per migliorare le cose e pretendere servizi, dignità e decoro, dove anzi le forze più radicali troveranno alimento nel malcontento e nel disagio sociale, nella povertà che cresce perché la politica non vuole scegliere, oppure lo fa per accontentare pochi, o peggio ancora solo quelli votati da una parte sola".

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