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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Approvano la variante e poi comprano i terreni, il business sospetto di assessori e consiglieri

Michele Nasso e Giuseppe Di Rubbo

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Nasso-Di Rubbo e l'affaire Isonzo Residence: 7 indagati per associazione a delinquere

Di Rubbo replica: "Linciaggio contro di me"

Fino a qualche settimana fa era soltanto un’ipotesi, adesso è un’ipotesi che vale un’iscrizione sul registro degli indagati.
L’accusa è quella di associazione per delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, ed è stata costruita dagli investigatori attorno alla vicenda della Isonzo Residence srl, la società immobiliare formata da altre quattro srl e che si porta «in pancia» anche un paio di ex amministratori comunali eccellenti: Michele Nasso e Giuseppe Di Rubbo.
Sono proprio loro, oggi, i due indagati più in vista di un gruppo di sette persone che si trovano al centro di un’inchiesta affidata dal Procuratore Andrea De Gasperis al sostituto Cristina Pigozzo. Insieme ai due ex amministratori, compagni di partito ed entrambi ex assessori comunali, sono sotto accusa gli amministratori delle società che detengono quote della Isonzo Residence srl, cioè la Fly Immobiliare, la Da.Gi. Costruzioni, la Prestige House e la Alicris 1 a sua volta partecipata dalla Albanuova Costruzioni.
Cosa c’entrano Michele Nasso e Giuseppe Di Rubbo con questa brutta accusa di associazione per delinquere, visto che il primo è titolare attraverso la Albanuova Costruzioni di una quota modesta della Alicris 1, mentre il secondo non figura in nessuna delle srl coinvolte?

Per comprenderlo è necessario ripercorrere la storia della Isonzo Residence.
La srl viene costituita il 25 febbraio 2009, tredici giorni dopo il parere favorevole concesso dalla Commissione Urbanistica del Comune di Latina alla trasformazione urbanistica di un lotto agricolo che si trova alle spalle di via dell’Agora e che nelle intenzioni dell’amministrazione municipale doveva essere «ricucito» alla confinante zona di Prg. Ricucito con una previsione di oltre centomila metri cubi di nuove volumetrie residenziali. Un mese dopo la costituzione della srl, la Isonzo Residence si affretta a sottoscrivere un compromesso di compravendita con un’altra società, la Isonzo Bmp, titolare di un terreno di circa sei ettari nel cuore della zona agricola da trasformare in residenziale.
Qualche anno dopo, l’8 luglio 2014, il compromesso di vendita viene sostituito da un rogito vero e proprio: la Isonzo Residence compra la metà del fondo della Isonzo Bmp al prezzo di 650.000 euro. E’ tantissimo per un terreno agricolo, forse è un po’ poco per un lotto capace di esprimere oltre centomila metri cubi di volumetrie residenziali. In quel preciso momento storico, siamo nell’estate 2014, Michele Nasso e Giuseppe Di Rubbo sono entrambi assessori comunali, e sia il primo che il secondo hanno preso parte in qualche occasione alle sedute della Commissione Urbanistica che a più riprese aveva seguito l’iter di trasformazione della zona agricola in residenziale. E se Michele Nasso figura, benché marginalmente, nel tessuto societario della Isonzo Residence, Giuseppe Di Rubbo, assessore all’Urbanistica, è marito e cognato dei due soci che si dividono al 50% le quote della Da.Gi. Costruzioni, una delle consorelle della Isonzo Residence. Per quanto vada doverosamente sottolineato che l’iter di trasformazione urbanistica del terreno di via dell’Agora non è ancora stato definitivamente perfezionato, la presenza diretta o indiretta dei due ex amministratori nella compagine societaria che ha tentato la scalata alle volumetrie di via dell’Agora appare quantomeno inopportuna. Il sospetto degli investigatori del Nipaf che per primi hanno indagato sul caso della Isonzo Residence, sospetto oggi fatto proprio anche dalla Procura della Repubblica, è che la presenza dei due assessori nella squadretta di imprenditori immobiliari che fa capo alla Isonzo Residence possa avere in qualche modo influenzato le decisioni dell’amministrazione comunale rispetto al destino urbanistico della zona agricola alle spalle di via dell’Agora. Una tesi tutta da dimostrare, certo, ma per confutarla bisognerebbe prendere per buona la tesi diametralmente opposta, e cioè che Nasso e Di Rubbo, malgrado la loro presenza diretta o indiretta in quella compagine societaria, siano stati così corretti e attenti al proprio ruolo istituzionale da non essersi mai interessati di una vicenda che certamente stava a cuore alla moglie e al cognato di Di Rubbo, e perché no, allo stesso Michele Nasso almeno per la parte imprenditoriale di se stesso come titolare del 25% della Albanuova Costruzioni che detiene l’80 per cento della Alicris 1, che a sua volta detiene il 25% della Isonzo Residence.
Il fatto che entrambi i due ex amministratori comunali abbiano invece preso parte in più occasioni alle sedute della Commissione Urbanistica che si è occupata del lungo e complesso iter di pianificazione di una zona cittadina nella quale, da un certo momento in poi, anche loro hanno avuto degli interessi, starebbe a testimoniare che Nasso e Di Rubbo non abbiano mantenuto il necessario distacco che la situazione imponeva. Stando alle stime approssimative degli uffici comunali, qualora fosse stato definitivamente reso esecutivo con una trainate urbanistica, il progetto di «ricucitura» della zona agricola di via dell’Agora avrebbe dato luogo ad investimenti edilizi per decine di milioni di euro e a profitti commisurati a quei numeri.

La replica di Giuseppe Di Rubbo

"Nessuna variante è stata mai fatta, né proposta al consiglio sull’area di via Isonzo, anzi nessun atto amministrativo è stato posto in essere dall’amministrazione nel corso della mia attività amministrativa, il terreno dal momento dell’acquisto ad oggi ha la stessa destinazione urbanistica, agricolo èra ed agricolo è rimasto, nonostante negli anni di amministrazione abbia posto in essere almeno venti atti di pianificazione. A dimostrazione di quello che dico, più di ogni altra parola, allego il certificato di destinazione urbanistica del terreno alla data di acquisto e ad oggi, è facile verificare che sono esattamente uguali.
Per l’ennesima volta si assiste ad un sistematico linciaggio mediatico nei confronti del sottoscritto e dei suoi familiari, in cui le notizie di reato e di procedimenti giudiziari strettamente riservati dal segreto istruttorio vengono puntualmente anticipati alla stampa. Il fatto è ancora più grave perché “casualmente” verificato in campagna elettorale in cui il sottoscritto pur non essendo candidato riveste un ruolo politico; la circostanza che miei familiari, direttamente ,indirettamente ,in società con altri soggetti abbiamo acquistato da molti anni un terreno agricolo, di modestissima entità ( il terreno agricolo riconducibile ad ogni familiare sarebbe di mq.4.000 ), fuori dal perimetro del PRG e tali sono rimasti dopo numerosi anni di amministrazione, dimostra la correttezza del mio operato. Infatti, come si evince dall’articolo stesso, anche se dal 2007 esistesse uno studio di fattibilità di recupero dell’area in questione, la stessa è rimasta con la stessa destinazione agricola e ribadisco non interessata da alcuna delle numerose pianificazioni portate in approvazione. Anzi la scelta di pianificare ed approvare, i PPE, i piani di recupero, i piani di zona, invece di una variante al PRG, come in molti chiedevano, potendo includere anche aree esterne al PRG, è stata esattamente contraria ai presunti interessi di miei familiari. Mi riservo di valutare in tutte le sedi civili e penali azioni a tutela della immagine e dignità mia e dei miei familiari".  

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