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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Criminalità organizzata sul litorale, il caso in Parlamento
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Criminalità, una interrogazione in Parlamento zeppa di errori

Latina

Ieri tre senatori del Gruppo Misto (ex Cinque Stelle) hanno presentato un’interrogazione ai Ministri della Giustizia e dell’Interno sul problema della presenza della criminalità organizzata in provincia e tra le domande che pongono c’è il timore di una qualche contiguità tra la magistratura che opera a Latina e lobbies affaristico criminali «... in grado di condizionare l’attività istituzionale». L’interrogazione ha come prima firmataria la senatrice di Latina Ivana Simeoni (a seguire Giuseppe Vacciano e Serenella Fucksia). Se questo atto parlamentare fosse documentato scientificamente sarebbe dirompente e in grado di aprire scenari molto complicati. Ma non lo è. Anzi un’interrogazione così imprecisa sulla presenza della mafia in provincia si è vista poche altre volte, dunque la si può definire per ciò che è: un riassunto senza credibilità e probabilmente questo fa molto male all’analisi del fenomeno mafioso. Per comprendere il quale potrebbe anche bastare ascoltare l’audizione del questore di poche ore fa, o quella del Prefetto di pochi giorni prima. Si legge nella interrogazione che c’è stata la «sistematica derubricazione da parte della Procura di Latina dei reati associativi di stampo mafioso in ordine specialmente al mancato scioglimento del Consiglio comunale di Fondi» e che «... secondo quanto risulta agli interroganti... i pm De Martino e Curcio... si sarebbero espressi in termini molto duri, arrivando a sostenere che nella maggioranza dei casi le diverse autorità giudiziarie di detto distretto avrebbero proceduto alla derubricazione dei reati oggetto di indagine da delitti connotati dallo stampo mafioso a fatti di comune criminalità».
(Articolo completo su Latina Oggi del 21 Maggio 2016)

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