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Morte choc in corsia, ora c’è un’indagata

Latina

Il medico denunciato a piede libero per omicidio volontario. Sequestrate le cartelle cliniche del paziente

Ha disposto il sequestro delle cartelle cliniche il pubblico ministero Carmen Pugliese della Procura di Bergamo che indaga sulla morte di R.A., queste le sue iniziali, 32 anni, residente a Terracina, morto lo scorso marzo nell’ospedale Bolognini di Seriate in provincia di Bergamo durante il ricovero e davanti agli occhi dei familiari. La moglie, come ha ribadito nella denuncia presentata ai carabinieri della tenenza di Seriate, ha visto morire il marito nel giro di pochi istanti durante la terapia compassionevole. Non soltanto lei ha assistito a questa drammatica scena ma anche altri parenti che erano stati chiamati proprio dal medico per dare l’ultimo e straziante saluto all’uomo.
Adesso c’è un medico indagato in stato di libertà con l’accusa di omicidio volontario, sull’inchiesta viene mantenuto uno stretto riserbo proprio perché le indagini sono ancora in corso.
La morte dolce con una iniezione di morfina e dopo che una dottoressa ha staccato il respiratore all’uomo, sulla scorta della denuncia presentata dai familiari, ha spinto gli inquirenti ad indagare. Il medico è stato iscritto sul registro sul fascicolo anche se si tratta di un atto dovuto e l’accusa è quella di omicidio volontario.

L'articolo completo in edicola con Latina oggi (31 maggio 2016)

 

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