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Sabato 03 Dicembre 2016

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I vip in spiaggia senza linea: ecco il ripetitore
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Utilizzo degli arenili, a confronto sui punti del regolamento che non convincono

L'audizione

Sono stati ascoltati, nell’ottava commissione del Consiglio regionale del Lazio, il commissario straordinario del Decimo municipio di Roma Capitale e l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Lazio, a proposito delle schema di deliberazione numero 156.
Si tratta del regolamento regionale di “Disciplina delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative”, previsto dall’articolo 7 della legge regionale 26 giugno 2015, numero 8, normativa di modifica della legge 13/2007, che riguarda l’organizzazione del sistema turistico laziale.
Il commissario ha esposto quelle che sono, a suo avviso, un paio di criticità del regolamento.
In primo luogo, l’articolo 14, che pone sullo stesso piano, ai fini del rilascio di concessioni da parte dei comuni, quelle che a suo avviso sono due attività ben distinte, vale a dire l’affidamento ad altri soggetti delle attività oggetto della concessione e l’autorizzazione al sub ingresso nella concessione, regolate rispettivamente dagli articoli 45 bis e 46 del codice della navigazione.
Ha proposto di dividere l’articolo 14 in due articoli, aventi come oggetto le due attività.
Altri rilievi sono stati fatti sull'articolo 6, che detta le regole per l’allestimento delle spiagge libere, la cui disciplina è parsa troppo stringente, poiché le attrezzature previste potrebbero essere onerose da allestire per i comuni, ai quali occorrerebbe lasciare un maggior spazio decisionale.
Il vicepresidente dell’Anci Lazio, poi, ha sottoscritto anzitutto, con il suo intervento, il rischio di eccessiva onerosità per i comuni prospettato da chi lo aveva preceduto a proposito dell’articolo 6.
Inoltre, anche per quel che riguarda la tipologia “spiaggia libera con servizi”, descritta in modo dettagliato nell’articolo 5 del regolamento, ha detto di ritenere abbastanza impegnativa la creazione di un punto ristoro su ognuna di esse.
Chieste anche una semplificazione dell’articolo 16, riguardante disposizioni comuni e finali, e una maggiore chiarezza sui casi “eccezionali” in cui i comuni, secondo l’articolo 18, possono rilasciare concessioni temporanee nelle more dell’approvazione del piano di utilizzo degli arenili (denominato Pua).
La giunta, per bocca del suo personale tecnico, ha precisato che sono stati già richiesti pareri giuridici sulla questione degli articoli 45bis e 46 del codice della navigazione, che in effetti appaiono far riferimento il primo all’istituto dell'affitto di ramo d’azienda e in quanto tale necessitante solo di pubblicità, e il secondo al vero e proprio subentro di un nuovo soggetto, per cui si palesano esigenze differenti dal punto di vista del procedimento.
Quanto all’obbligo o meno per le spiagge libere di attrezzarsi delle strutture previste dall’articolo 6, la giunta ha ricordato invece che già il precedente regolamento parlava di obbligo e non di facoltà.

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