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Domenica 04 Dicembre 2016

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Tiero e Pd, polemica sulla chisura della campagna al Cambellotti
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Tiero e Pd, polemica sulla chisura della campagna al Cambellotti

Latina

Botta e risposta tra i segretari di Cuori italiani e Partito democratico Enrico Tiero e Andrea Giansanti rispetto alla festa di chiusura della campagna elettorale nell'area esterna del museo Cambellotti. Tiero dice che quell'area "è di tutti e che quindi Enrico Forte non può farci la chiusura della campagna elettorale". Inoltre l'ex vicesindaco di Giovanni Di Giorgi si chiede "chi paga l'Enel per questa serata?". A rispondere pansa il segretario comunale dem Andrea Giansanti: " Parole che si commentano da sole e che non meriterebbero risposta, ma vogliamo comunque puntualizzare in ossequio al principio della trasparenza che per noi è sostanziale, prima ancora che formale. La fornitura elettrica speciale, e un ex vicesindaco dovrebbe saperlo, prevede l’allaccio alla colonnina Enel esterna al cortile del Cambellotti, così come dovrebbe sapere che l’utilizzo dell’area esterna, cui soprintende un funzionario comunale preposto, non ha nulla a che fare con i locali interni al museo".

La nota di Enrico Tiero

"Questi signori del Pd di Latina predicano bene e razzolano male, come loro solito. Insistono con lo sbandierare gli ideali della correttezza, del rispetto delle regole, ma intanto quelle regole le trasgrediscono spudoratamente! Innanzitutto non ci risulta che la delibera di autorizzazione, relativa al museo e ai locali interni, riguardi anche lo spazio all’aperto, a ridosso della struttura.  Lo spazio esterno è infatti del tutto autonomo, con un proprio ingresso del tutto distinto rispetto all’entrata della piazza. Fatta questa premessa, ci poniamo una serie di interrogativi. A partire dalla corrente elettrica necessaria ad illuminare l’evento: quale tipo di allaccio avranno attivato i festanti del centrosinistra? Non dovranno poi avvalersi della presenza di un funzionario comunale, incaricato di controllare l’uso che si fa dell’arena? Quando si utilizza un bene della città è legittimo farsi delle domande. Di sicuro ci attiveremo per verificare la situazione, procedendo con una richiesta di accesso agli atti".

La replica di Andrea Giansanti

"Comprendiamo perfettamente il nervosismo e l’agitazione di chi pensava che Latina fosse un suo feudo personale e inattaccabile, e invece ora si rende conto che i latinensi si sono ampiamente stufati di una politica fatta per il tornaconto personale, di amministratori o presunti tali che si guardano l’ombelico e non pongono attenzione ai problemi reali della città, di una destra che per vent’anni ha malgovernato il capoluogo azzerandone le prospettive e le speranze. Proprio per questo abbiamo scelto l’arena Cambellotti per la chiusura della campagna elettorale di Enrico Forte: per tornare a rendere fruibile e restituire alla città uno dei luoghi simbolo, rimasto chiuso e abbandonato a se stesso, come tanti altri del patrimonio storico e artistico di Latina, lasciati dalla destra in preda al degrado e all’incuria e che noi invece sapremo valorizzare come meritano. Gli ultimi spasmi di questa destra ormai al capolinea stanno nelle parole paradossali e grottesche dell’ex vicesindaco Enrico Tiero, uno di quelli che nell’ultimo ventennio ha contribuito a inaridire e depauperare le risorse della città. Una contestazione, quella sulla location scelta per chiudere la campagna elettorale, talmente assurda che sembra uno sketch di Zelig anziché un comunicato stampa di un dirigente di partito. E che dice tutto dello spessore di chi ha governato fino a ieri. Siamo seri, davvero si pensa di prendere voti contestando la scelta dell’arena Cambellotti? E’ ovvio che quando non si possono criticare i contenuti, perché i progetti del Partito Democratico e di Enrico Forte sono in grado di rilanciare Latina e ridarle la dimensione che merita, che quando non si possono criticare le persone, perché i nostri candidati hanno tutti un profilo inappuntabile rispetto agli impegni che ci siamo assunti, allora ci si agita cercando di attaccarsi al nulla. E il nulla è proprio ciò che emerge dalle parole di Tiero. Parole che si commentano da sole e che non meriterebbero risposta, ma vogliamo comunque puntualizzare in ossequio al principio della trasparenza che per noi è sostanziale, prima ancora che formale. La fornitura elettrica speciale, e un ex vicesindaco dovrebbe saperlo, prevede l’allaccio alla colonnina Enel esterna al cortile del Cambellotti, così come dovrebbe sapere che l’utilizzo dell’area esterna, cui soprintende un funzionario comunale preposto, non ha nulla a che fare con i locali interni al museo. Invitiamo Tiero a stare sereno, perché ovviamente è tutto in piena e perfetta regola, e a risparmiarsi le brutte figure su fantomatici accessi agli atti, strombazzati solo per strappare l’ultimo titolo sui giornali. Chissà infatti cosa uscirebbe fuori se qualcuno chiedesse l’accesso agli atti per le manifestazioni che nel corso degli anni ha organizzato Tiero. Peraltro basta fare un giro per Latina per vedere come la destra ha ridotto il patrimonio storico e artistico di cui Tiero si riempie la bocca. Ma evidentemente nel vocabolario di chi ha governato, la parola trasparenza non è contemplata. Un’uscita infelice, a dir poco, di chi è abituato a colpi bassi pur di guadagnare una briciola di consenso. Si tratta però, come è ormai chiaro a tutti, degli ultimi rantoli di chi ormai si rende conto che Latina domenica sceglierà aria nuova. C’è comunque un altro gravissimo aspetto da prendere in considerazione: è a dir poco di cattivo gusto utilizzare per l’iniziativa di un partito politico un patrimonio dell’intera comunità! Non devono esserci colori politici per il Cambellotti, così come per tutti gli altri immobili di proprietà comunale. Tali abusi sono intollerabili, perché mettono in discussione la credibilità delle stesse istituzioni! Ricordiamo tra l’altro che l’arena in questione , parte ai fini catastali del tutto autonoma rispetto ad un compendio immobiliare di natura monumentale, è caratterizzata dalla presenza della cancellata e di disegni sulla pavimentazione che sono opere riconducibili proprio al Cambellotti. Ricchezze di valore inestimabile per la nostra città, destinate ad essere calpestate dagli arbitrari capricci di chi ignora spudoratamente le regole, il buon senso ed il rispetto per la collettività”.

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