In un clima di notevole tensione, tra accuse e ritrattazioni, va avanti davanti al Tribunale di Latina il processo denominato Don't touch. E oggi è stata la volta degli ultrà nerazzurri.

Secondo gli inquirenti, nel capoluogo pontino era stata costituita un'associazione per delinquere, dedita all'usura, alle estorsioni e allo spaccio di droga, con al vertice Costantino Cha Cha Di Silvio, che utilizzava come base anche la sede degli ultrà in via Mameli. Sul banco dei testimoni sono così sfilati quest'ultimi, che hanno confermato che quegli spazi erano aperti a tutti. A scegliere il silenzio, essendo indagato nello stesso procedimento, è stato invece il capo della tifoseria, Giancarlo Alessandrini, detto "Giancarlone". Altri testi hanno poi parlato dei rapporti con un carabinieri di Aprilia, ritenuto una "talpa" dell'organizzazione criminale. E si prosegue. A tappe forzate.