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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Coletta apre a Confartigianato: scenari di convergenza

Damiano Coletta, candidato sindaco

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Il candidato sindaco Coletta: "Calandrini ha la memoria corta, sulla metro una farsa"

Latina

Il braccio di ferro tra i due candidati a sindaco di Latina, che il prossimo 19 giugno torneranno a sfidarsi al ballottaggio, va avanti. E ad attaccare, battendo sul tasto della metropolitana leggera, questa volta è il civico Damiano Coletta. 

"Leggendo la chiusura del recente comunicato di Nicola Calandrini “Le bugie hanno le gambe corte” - afferma Coletta - ci viene da sorridere. I cittadini oggi hanno la possibilità di sapere chi realmente ha molto corte la memoria e le prospettive di governo. Come esempio illuminante in tale senso Latina Bene Comune cita la metro, l’incompiuta per eccellenza. Vincenzo Zaccheo, fascia tricolore a tracolla sulla spalla destra, quasi non stava nella pelle quella sera del 23 dicembre 2009. Da mesi andava dichiarando che il cantiere per la realizzazione della metropolitana leggera di superficie (il tram su gomma della Translohr presentato tre anni prima in Piazza del Popolo) sarebbe stato aperto “assolutamente entro Natale” di quell’anno. Dall’interno dell’amministrazione comunale tutti sapevano che quella promessa era destinata a cadere nel vuoto, ma questo i cittadini di Latina, in particolare quelli dei quartieri Q4-Q5 e di Latina Scalo, non lo dovevano sapere. Quel giorno infatti i lavori non potevano partire materialmente perché ancora non erano stati effettuati, né potevano esserlo, i relativi espropri: «Ci riferiamo in particolare – specifica il candidato sindaco di Latina Bene Comune - al tratto Latina-Latina Scalo. I proprietari degli immobili interessati, come da avviso pubblico, avevano tempo fino al successivo 27 dicembre per presentare le proprie osservazioni. Allora come ora era quasi impossibile che molte espropriazioni potessero avvenire perché interessavano opere e strutture strategiche per l’assetto del territorio e la fornitura di servizi essenziali. Appartenevano e appartengono ancora a due enti statali: l’ex Cassa per il Mezzogiorno (tale è l’intestazione della proprietà anche se non esiste più da 25 anni) e il Demanio dello Stato che oggi è titolare di beni gestiti a suo tempo dall’Opera Nazionale Combattenti e dai Consorzi di Bonifica. In sostanza il Comune di Latina doveva espropriare, ovviamente con fondi propri, immobili che poi avrebbero comportato: lo spostamento del tracciato dell’attuale acquedotto che porta l’acqua potabile dalla sorgente di Ninfa al serbatoio nel quartiere Gionchetto; l’intubazione di lunghi tratti dei canali di bonifica adiacenti a Via Epitaffio; consumare altri terreni fertili appartenenti alla Fondazione Caetani; modificare e spostare alcune decine di accessi ad abitazioni private. Tutte questioni che hanno impedito a suo tempo il nulla osta della Regione Lazio sulla Valutazione d’Impatto Ambientale. Tra l’altro -prosegue - senza il contributo chilometrico della Regione Lazio, impossibile da ottenere vista la sostanziale inutilità pubblica dell’opera, i conti non torneranno mai. Per portarli in pareggio, una volta realizzata l’opera, occorreranno comunque soldi prelevati dalle tasche dei cittadini. Forse solo l’avversario di Coletta al ballottaggio del 19 giugno non se n’è ancora accorto. Più che a lui, Latina Bene Comune intende ricordare ai cittadini che la cosiddetta “cantierizzazione” dell’opera, la sera del 23 dicembre 2009, fu un’autentica farsa. Consistette nel trapianto di un albero appositamente addobbato con decorazioni natalizie, nell’installazione di un telo plastificato con raffigurazioni e slogan di rito e nell’esposizione del modellino di un trenino sotto una teca di vetro plastificato. A quella messa in scena, così come alla precedente inaugurazione di tre anni prima in Piazza del Popolo, tra gli altri, era presente anche l’allora presidente del consiglio comunale di Latina, Nicola Calandrini".

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