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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Agguato al Circeo, il Riesame scarcera Gallo

San Felice Circeo- Latina

I giudici del Tribunale del Riesame hanno annullato l’ordinanza di custodia cautelare per Lello Gallo, accusato di favoreggiamento per il duplice agguato a San Felice Circeo all’esterno dell’American Bar in cui erano rimasti feriti zio e nipote. I magistrati romani hanno disposto la scarcerazione e da ieri il 45enne di Latina è tornato in libertà. Secondo la ricostruzione degli investigatori, Gallo è accusato di aver accompagnato Alessandro Zof, indagato per il tentato omicidio, dal Circeo a Latina, ma in aula a Roma ha prevalso la linea difensiva e i giudici hanno così pienamente accolto la richiesta del legale dell’indagato, l’avvocato Oreste Palmieri che aveva impugnato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip Mara Mattioli, su richiesta del pubblico ministero Gregorio Capasso, titolare del fascicolo sul duplice tentato omicidio avvenuto lo scorso marzo.
I magistrati romani hanno annullato il provvedimento restrittivo per la mancanza di gravi indizi a carico di Lello Gallo e in attesa del deposito delle motivazioni questa decisione sembra rimettere in discussione una parte dell’impalcatura accusatoria.
Le ordinanze di custodia cautelare erano state eseguite dalla terza sezione della Squadra Mobile, dopo l’arresto di Zof, gli investigatori erano riusciti a risalire ai presunti complici del 32enne, a partire proprio da Gallo che la sera del 6 marzo scorso, subito dopo il ferimento di Roberto Guzzon e Alessio De Cupis, ha accompagnato Zof a Latina. «Il Gallo era rimasto ad attendere Zof in macchina alle spalle dell’American Bar - ha scritto il gip Mara Mattioli nell’ordinanza di custodia cautelare - per poi tornare insieme a Latina». E gli investigatori avevano lavorato anche sui telefoni e gli agganci in alcune zone che coprono il percorso dal Circeo fino a Latina. Le indagini per fare luce sull’agguato erano state condotte dagli agenti della Mobile e del Commissariato di Terracina, in un primo momento era stato iscritto sul registro degli indagati Alessandro Zof che dopo i fatti si era reso irreperibile per poi presentarsi davanti al pm per costituirsi. In un secondo momento il Riesame aveva annullato l’ordinanza ma la Procura aveva presentato nuovi elementi investigativi, chiedendo una misura cautelare che poi era stata confermata dallo stesso Riesame.

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