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Domenica 04 Dicembre 2016

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Maria Burani racconta la vera storia dell'ascesa di Claudio Fazzone

Maria Burani Procaccini

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Maria Burani racconta la vera storia dell'ascesa di Claudio Fazzone

Latina

Non ha mandato giù una serie di esternazioni rese in pubblico dal candidato sindaco di Forza Italia per il comune di Terracina durante la campagna elettorale, e con grande correttezza ha atteso in silenzio il responso della volontà popolare prima di dire la sua. L’onorevole Maria Burani Procaccini, tre legislature in parlamento sotto le insegne di Forza Italia, scrive al presidente Silvio Berlusconi una lunga lettera che ripercorre un pezzo di storia importante della politica del nostro territorio. Maria Burani Procaccini apre l’album dei ricordi e racconta la vera storia di Claudio Fazzone, il potente senatore di Fondi, leader di Forza Italia. Un partito, quello azzurro, caduto in disgrazia di consensi e potere proprio in questi anni in cui alla guida è finito l’ex presidente del Consiglio regionale. E’ nata a Terracina, ha fatto l’insegnante ed è la madre dell’attuale sindaco Nicola Procaccini, esponente di Fratelli d’Italia, vincitore del ballottaggio contro Gianluca Corradini, candidato di Fazzone e dunque di Forza Italia.
Sottoponiamo volentieri ai nostri lettori la lettera dell’onorevole Maria Burani.

"Caro Presidente, Apprendo del tuo rapido ed auspicato ritorno in salute e della tua volontà di riprendere le redini di un partito, Forza Italia, ed assumerti il ruolo, assolutamente consono ed auspicabile, di federatore di un Centro Destra, oggi frammentato, rissoso e troppo spesso drammaticamente perdente.
Per questo, reduce da una campagna elettorale subita con dolore ed amarezza in silenzio, perchè essendo implicato in essa mio figlio, quale candidato sindaco di Terracina, il mio ruolo di parlamentare con tre legislature e mezza alle spalle e di cofondatrice pontina di Forza Italia, doveva scivolare in assoluto secondo piano.
Ma ora approfitto dell'ospitalità del Direttore Panigutti e del puntuale quotidiano pontino "Latina editoriale Oggi ", per scriverti una lettera aperta che stabilendo alcune verità storiche, assolutamente documentabili, possa far chiarezza sul passato recente, perchè i giovani ed i meno giovani distratti, possano conoscere storie e verità che serviranno proprio per il tuo progetto di seria, limpida e trasparente ricostruzione, attraverso giovani leve, culturalmente valide, moralmente ineccepibili e politicamente formate e pronte a raccogliere tutte le sfide, sia esse locali che nazionali.
Nei comizi, nelle assemblee, sui social network questa pallida ombra di partito che si cela dietro la bandierina italiana che io conservo con affetto, perchè da te appuntata a ciascuno di noi,( allora eravamo ben tre deputati pontini, io, Bianchi e Conte ed un futuro deputato europeo Zappalà, mentre due senatori ed un deputato, sempre della nostra amata provincia, appartenevano alla nascente Alleanza Nazionale) è stato detto e ripetuto alla nausea che io sono stata eletta per grazia ricevuta e voti raggranellati dall'attuale unico senatore di Forza Italia, Claudio Fazzone, attualmente coordinatore regionale di un partito che ê sceso a percentuali imbarazzanti ed umilianti per i tanti che,come me, hanno visto ben altri fasti.
Ristabiliamo verità inconfutabili, caro Presidente, non esprimo giudizi che non mi competono nè do sfogo a rabbia e malinconia per la fine ingloriosa di un mondo e di tante speranze buttate alle ortiche.
Ristabiliamo la verità.
Nel 94 mi fu offerto il seggio di maggioritario prima dal MSI e poi da FI quando nella ripartizione dei collegi subentrò, appunto, Forza Italia. Mentore, tra gli altri il buon Zappalà, incaricato da Roma.
Fazzone allora era in polizia e grazie ai buoni uffici di Federico Fauttilli era entrato nella scorta di Mancino e gli faceva da autista. In tale veste portò a Fondi Anna Maria Garavaglia ( per altro mia cara amica), a fare campagna elettorale per i Popolari di Martinazzoli, che nel collegio avevano Abbate come candidato. E mentre loro si chiudevano in un piccolo cinema, io, ovviamente sull'onda berlusconiana di cambiamento, riempivo la piazza del Castello proprio con i concittadini di Fazzone. In quell'occasione mi piace ricordare che l'avvocato Peppino Addessi, attuale Presidente di Acqua Latina, ed amico e sodale di Claudio Fazzone, si presentò con una piccola lista di disturbo che tra le altre cose era caratterizzata da un circolo di stelle, forse premonitrici di quelle grilline. Lista di disturbo perchè al Senato invitava a votare per il senatore della nostra coalizione ed alla Camera l'Addessi, appunto. Si facevano passare in qualche modo per i veri Forza Italia e furono da me querelati. ( Brutto vizio di fare e dire cose scorrette e cattive che in questa campagna elettorale ha fruttato ben due querele da parte della mia famiglia nei confronti di due personaggi della FI attuale, Cetrone e Corradini.)
Solo un paio d'anni più tardi un amico mi consigliò di prendere in ufficio Fazzone che si era convertito a Forza Italia e voleva darsi da fare conoscendo il territorio, anche per il suo lavoro. Ma essendo un poliziotto avrebbe dovuto mettersi in aspettativa ed allora nelle elezioni provinciali vinte dal Centro Destra io chiesi ed ottenni che lo prendessero come assessore esterno al personale, proprio in Provincia.
Questo gli consentì di acquisire parecchia visibilità. Coordinatore provinciale allora era l'amico Vincenzo Bianchi.
Vennero di seguito le elezioni regionali vinte dal Centro Destra con Storace Presidente e Fazzone, che scalpitava per avere una candidatura, fu sostenuto da me perchè nella mia serena ed onesta visione politica, Terracina aveva un deputato e Fondi, seconda città del collegio, doveva avere il consigliere regionale.
Tu ben sai, Presidente, perchè hai abbondanti testimonianze romane, che lo stesso Tajani, poi divenuto principale sponsor del Fazzone, portatore di voti pontini, dopo la parentesi In provincia e da presidente del Consiglio regionale, urlò e strepitò che mai "un semplice poliziotto "sarebbe andato in Regione Lazio. Cosa assurda questa anche in considerazione dei nani e delle ballerine che nel tempo il Lazio e le varie regioni italiane avrebbero accolto nelle loro fila.
Il resto, complice il Porcellum che assicurava "posti buoni" in parlamento a chi faceva parte di cordate e non doveva conquistarsi voti con attività parlamentari di ampio respiro ê ben noto : Claudio Fazzone, autista di Mancino e mio segretario è diventato senatore della Repubblica e poi persino coordinatore regionale. Tu stesso purtroppo, Presidente, hai sottovalutato la portata distruttiva del nuovo sistema elettorale.. Infatti l'abbassarsi della qualità non solo culturale ma soprattutto morale e della limpidezza dei personaggi locali e nazionali ha portato alla ribellione civile dei nostri giorni ed alla quasi scomparsa, specie in alcune regioni come il Lazio di un partito, Forza Italia.
Questa è la verità su di una carriera politica e sulla scelta perdente di uomini e donne, fatti e parole che umiliano quello che il nostro grande poeta Dante chiamava "il buon cittadino".
Io, per la parte che ho avuto in questa storia, sia pur in buona fede, chiedo ampiamente scusa".

Maria Burani Procaccini

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