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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Acqua pubblica, adesso si può. Della Penna convoca i sindaci per discuterne
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"Acqua bene comune", da Sinistra l'idea di un recesso delle quote

Latina

Riprendere in mano le quote di Veolia e trasformare Acqualatina in una società a capitale interamente pubblico. Il segretario provinciale di Sinistra italiana Beniamino Gallinaro lancia un appello al sindaco di Latina Damiano Coletta affinché si faccia portavoce di questa battaglia.
«A cinque anni dai referendum che hanno affermato in maniera categorica il valore dell’acqua come Bene Comune niente è cambiato - afferma Gallinaro - le bollette continuano ad aumentare, Acqualatina continua la sua inefficiente gestione del ciclo dell’acqua, le amministrazioni, quasi tutte, prone al gestore, continuano a votare nelle varie assemblee dell’Ato qualsivoglia documento le si presenti. Con la tornata delle recenti amministrative, però,  il panorama politico è mutato. In provincia di Latina  sono ormai molte le amministrazioni locali che  della battaglia contro Acqualatina  hanno fatto uno dei capisaldi della battaglia elettorale. Comuni come Latina, Aprilia, Nettuno, Formia, Priverno, per rimanere ai più significativi, hanno l’Acqua Bene Comune nelle loro priorità. Diventa matura nell’agenda politica provinciale la questione della ripubblicizzazione del servizio idrico. Bisogna ribadire con forza che non serve una nuova governance se la società continua ad essere gestita in una logica privatistica. Serve un soggetto di diritto pubblico che risponda direttamente agli enti locali ed ai cittadini ed in cui è assente il concetto di profitto. L’acqua è un diritto e la gestione deve essere pubblica , come stabilisce anche la legge regionale in materia, la più avanzata d’Italia». Allora che fare? «Per l’immediato bisogna evitare che Veolia venda il proprio pacchetto azionario ad Acea - spiega Gallinaro - per una somma che si aggira attorno a 20 milioni di euro. Uno strumento esiste. L’assemblea dell’Ato attivi l’articolo 35 della convenzione di gestione che recita: “L’Autorità d’Ambito… potrà recedere in qualsiasi momento, con il preavviso, le modalità e le condizioni previste nel capitolo 33 del Disciplinare, previa corresponsione al Gestore delle somme di cui all’art. 24…..Il Gestore, in caso di esercizio della facoltà di recesso.. assicurerà la continuità del Servizio Idrico Integrato fino alla consegna dei beni al (nuovo) soggetto. L’assemblea dell’Ato attivi le procedure di recesso e blocchi la possibilità di vendita delle azioni».

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