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Domenica 04 Dicembre 2016

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Il porto di Ponza

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Noleggi, sequestri e malori: Gabresu replica al sindaco Vigorelli

Ponza

Dopo il sequestro delle sue attrezzature balneari, accusato di abusivismo, il ponzese Silverio Gabresu replica al sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, con una lettera aperta. "Signor sindaco - scrive Gabresu - le sue improvvide dichiarazioni circa il finto malore da me inscenato nel corso delle operazioni di sequestro  delle mie attrezzature balneari svolte dai suoi vigili sabato pomeriggio,  mi costringono - mio malgrado - a replicare pubblicamente , a tutela di quella dignità che - Le assicuro - anche noi isolani possediamo e custodiamo gelosamente. Vede, Signor sindaco, non basta tirar su due ricciole dai nostri mari, non basta passeggiare per il corso nelle ore di punta, per essere considerato uno di noi: essere isolani è un valore che si legge nei solchi scolpiti dal maestrale sui nostri volti, negli sguardi puntati su un orizzonte sempre troppo lontano, negli inverni sempre troppo lunghi e desolanti, nelle ansie dei nostri giovani e nella rassegnazione dei nostri anziani. Io , come molti ponzesi, mi chiamo Silverio, una sorta di marchio d’origine che condivido con i tanti che hanno così inteso omaggiare l’illustre Santo Patrono, senza tuttavia doverne necessariamente condividere i destini. Ricordi, signor Sindaco, che proprio dalle isole, da taluno concepite come luogo di segregazione, si sono spesso levati i venti del riscatto e del desiderio di libertà. Lei potrà avere il privilegio di ormeggiare il suo bel gozzo là dove i comuni mortali mai oserebbero immaginare ma non quello di saper interpretare la nostra cultura , così finendo per comandarci senza tuttavia riuscire a rappresentarci a pieno. E forse non è un caso che a presidiare i Suoi poteri abbia chiamato truppe di targa sabauda (il comandante dei vigili urbani quest'anno viene da Torino) , probabilmente le uniche in grado di  osservarci con i Suoi stessi occhi da estraneo, gli unici in grado di multare chi ha l’auto sporca e chi utilizzi l’acqua per lavarla, di sanzionare chi, costretto a lavorare in condizioni impervie abbia messo in moto l’auto prima di salirvi a bordo, di invitarmi al comando a ritirare il verbale con il quale sono stati cancellati d’un tratto passato, presente e futuro e nel contempo infliggermi 78 euro di multa per la sosta del motorino, le uniche costrette a chiederci le generalità prima di crocifiggerci. Chissà se in un prossimo futuro dovremo ritrovarci ad essere anche amministrati da assessori meneghini piuttosto che bergamaschi o veneziani, così almeno smetteremo di dialogare con loro e non succederà - com’è successo a me - che un assessore ti esorti a riaprire gli ombrelloni per poi vederli nuovamente sequestrati; non succederà che in Comune ti forniscano i materiali per realizzare strutture poi destinate al sequestro e forse alla confisca. Il linguaggio della dignità, tuttavia, è universale e non conosce inflessioni dialettali, così come universale è il linguaggio del corpo: purtroppo, Signor sindaco, sabato pomeriggio  non è andata in onda alcuna sceneggiata da dare in pasto ai turisti, ne avrei fatto volentieri a meno, glielo assicuro. La legge stabilirà se avevo o no il diritto di noleggiare quei pochi ombrelloni e lettini che esauriscono le mie uniche risorse di sostentamento; qualcun’altro verificherà se sono stato o meno un buon cittadino, ma non sono un simulatore, non gioco né con la salute né con i sentimenti di pietà che non intendo invocare a fonte del mio futuro. Lei, Signor Sindaco può autorizzare o censurare le mie iniziative, credere o meno alla mia buona fede, far stazionare le sue truppe ovunque io tenti di lavorare (saranno sicuramente contenti quelli che, sulla base del principio per cui i controllori possono fare una sola cosa per volta, si sottraggono allo stesso rigore a me riservato) ma c’è una cosa che certamente Lei non può fare: irridere al mio dramma personale e attentare alla mia dignità beffeggiandomi sulla rete. Ho il diritto di violare la legge, se di questo si è trattato, e ho anche il diritto di stare male, a meno che non intenda mettere sotto accusa lo stesso personale, medico e non, del presidio medico di Ponza che ha manifestato sincera preoccupazione per le mie condizioni di sabato, spedendomi dritto a Formia per un controllo cardiologico ritenuto urgente. A proposito, dimenticavo di ricordarLe che neppure  il medico del Pronto Soccorso  è ponzese e che  pertanto è in grado di valutare le condizioni del cuore senza ascoltare le “ragioni del cuore”.

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