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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Confartigianato fa il Check-up alle imprese. Domani i risultati dell'indagine
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Camera di Commercio, nel primo trimestre 2016 crescita stagnante

Latina

Osserfare, l’Osservatorio Economico della Camera di Commercio di Latina, rende pubblici i dati Movimprese relativi al I trimestre dell’anno in corso sulla base dei dati forniti da Unioncamere. Il Lazio si conferma anche nel I trimestre 2016 l’area che fa registrare il più elevato tasso di crescita (+0,11%, a fronte del +0,07% alla fine del I trimestre dello scorso anno). Esaminando le tendenze provinciali, all’interno della regione Lazio, ancora una volta e non poteva essere altrimenti, è Roma la provincia che emerge su tutte le altre (+0,27%, rispetto al +0,24% del I trimestre 2015), posizionandosi al quarto posto su base nazionale, subito dopo Grosseto, Prato e Trapani. Tra le realtà “minori” del territorio laziale, Latina mostra la performance migliore con valori di poco inferiori allo zero (-0,04%, dove invece lo scorso anno per lo stesso periodo si è registrata una decrescita del -0,19%). Il tasso di natalità provinciale si attesta al +2,02%, praticamente sugli stessi livelli rilevati nel I trimestre dell’anno precedente (+2,04%); diversamente, il tasso di mortalità, pari al 2,06%, risulta in lieve miglioramento rispetto alle risultanze dell’analogo periodo 2015 (2,23%).
Le dinamiche su esposte conducono ad una decrescita su base trimestrale, peraltro consueta nella prima porzione d’anno, come già ribadito in premessa, pari al -0,04%, in leggero miglioramento tendenziale (-0,19%), che risulta migliore comunque del dato nazionale (-0,21%). Contribuisce a descrivere un quadro da cui traspaiono dei segnali di un lento miglioramento del clima, il dato relativo all’apertura delle procedure fallimentari (31 nei primi tre mesi di quest’anno), in calo del 16,2% rispetto ai dodici mesi precedenti; il Commercio e la Manifattura registrano i valori più elevati (rispettivamente 9 e 7 procedure aperte a partire dal mese di gennaio).

ARTIGIANATO

Anche nel I trimestre 2016 si conferma il difficilissimo momento dell’Artigianato; infatti, alla fine del mese di marzo le imprese artigiane iscritte presso l’apposito Albo sono 9.047; In termini assoluti i settori prevalenti nel comparto sono le Costruzioni con 3.150 imprese (34,8% del totale delle imprese artigiane), seguite dalle Attività Manifatturiere con 1.890 imprese (20,89% la quota) e le Altre attività di servizi (1.593) corrispondenti al 17,61% dell’universo artigiano. Il bilancio in rosso messo a segno da gennaio a marzo 2016, pari a -164 unità, è dato dalla differenza tra le 126 iscrizioni e le 290 cessazioni; tali esiti hanno condotto ad un tasso di crescita negativo pari a -1,78%, in peggioramento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (-1,29%).
Il tasso di natalità si è attestato al 1,37% a fronte di un tasso di mortalità più che doppio 3,15%.
Come già sottolineato, nel primo trimestre di ogni anno, i valori negativi di crescita si registrano in quasi tutti settori; ma in questo primo trimestre del 2016 i dati risultano più preoccupanti del solito, in virtù del fatto che ad esempio settori che hanno quasi sempre registrato risultati comunque incoraggianti, come ad esempio le Altre attività di servizi, hanno evidenziato in questa rilevazione valori significativamente al di fuori della normalità fisiologica del periodo di rilevazione.
In questo ambito si devono segnalare dinamiche in valore assoluto fortemente negative registrate delle Costruzioni, per un saldo negativo che si è quasi raddoppiato rispetto alle risultanze riferite all’analogo periodo 2016 (-65 imprese); in calo anche le Attività Manifatturiere (-41 unità), altrettanto accade per le Altre attività di servizi (-20 unità tra Saloni di barbieri e parrucchieri, il doppio rispetto allo scorso anno). 

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