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Martedì 06 Dicembre 2016

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Indeco, la discarica  è esaurita
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Montello, il dossier scomodo

Latina

Introvabili i certificati dell’avvenuta bonifica del sito più pericoloso di tutta l’area

Cosa ci fu di illegale o indicibile nella costruzione della discarica 2B a Montello? Perché fu costruita e perché non risulta bonificata? Quesiti che gli abitanti della zona si pongono da anni e che forse adesso, lentamente, cominciano a trovare risposta. Esiste una relazione sul sito che «non risulta bonificato» e dice che non nacque per far fronte all’emergenza (nel 1992). Ciò che conta in questo momento, a 24 anni di distanza, è che si sta autorizzando un ampliamento di ulteriori 165mila metri cubi all’invaso Indeco, la quale (dopo una serie di passaggi) ha preso il posto della prima concessionaria, Ecotecna, ossia la società che aprì la discarica 2b dove ancora adesso si trovano materiali ad alto potenziale inquinante.
Nel primissimo processo di inquinamento su Borgo Montello fu chiesta la perizia sulla discarica di rifiuti speciali pericolosi aperta su regolare autorizzazione della Regione Lazio come da richiesta della società Guastella Impianti. Il sì del Presidente della Giunta Regionale fu determinato da quella che venne definitiva «emergenza rifiuti» ma in realtà negli atti autorizzativi si parla della generica necessità di reperire un sito di stoccaggio per rifiuti delle molte industrie esistenti tra la provincia di Latina e quelle limitrofe. Il sito non è mai stato temporaneo bensì una vera e propria discarica separata dal terreno e quindi dalle falde da una piccola membrana di 2,5 millimetri in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico in quanto distante (effettivamente) dal fiume Astura «meno di 150 metri».

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