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Domenica 11 Dicembre 2016

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Truffa telematica con falso indirizzo della Guardia di finanza
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Truffe on line, indagate persone in tutta Italia dopo le denunce partite da Formia

I dettagli

Truffavano ignari acquirenti da più parti d'Italia vendendo smartphone e non solo. Un raggiro andato avanti fino a quando alcuni cittadini di Formia e di Comuni limitrofi hanno deciso di sporgere denuncia. Da queste segnalazione sono partite la Polizia di Stato – Questura di Latina ha avviato una capillare ed attenta  attività volta alla individuazione degli autori di numerose truffe on line poste in essere in danno di ignari  acquirenti in buona fede.

Tutto cominciava su noti siti dove si comprano e si vendono oggetti nella maggior parte dei casi usati. Dalla analisi delle denunce acquisite è stato infatti rilevato un consolidato modus operandi adottato dai malfattori, i quali, accreditatisi su noti portali di e-commerce (subito.it – e.bay – kijiji.it ), pongono in vendita a prezzi convenienti articoli di disparata natura quali: smartphone di ultima generazione, autovetture, strumenti musicali e personal computer.

Le vittime, attratte comunque dalla convenienza dell’acquisto, sono solite seguire le indicazioni riportate sugli annunci, contattando telefonicamente il venditore e fissando il prezzo dell’articolo in vendita e le modalità di consegna. Successivamente eseguono il pagamento della somma pattuita per l’acquisto su carta postepay.

Ottenuto il pagamento o almeno l’acconto per il bene in vendita, il venditore svanisce nel nulla, così come gli annunci, lasciando nei malcapitati acquirenti la consapevolezza di essere stati raggirati; a nulla servono le rimostranze dei truffati sui siti di e-commerce,  i quali si limitano semplicemente ad oscurare a posteriori gli annunci truffaldini.

La squadra investigativa del Commissariato di Polizia di Formia, è riuscita a ricostruire numerose vicende, partendo dai dati forniti nelle denunce sporte, ed acquisendo ogni utile documentazione, anche attraverso i citati siti e-commerce.

Sono stati quindi incrociati i dati degli account di posta elettronica con quelli degli intestatari delle carte postepay e delle utenze telefoniche cellulari, giungendo alla individuazione certa di numerosi soggetti dediti alla realizzazione di truffe on line, alcuni in concorso tra loro.

Sono stati indagati in stato di libertà presso la Procura della Repubblica di Cassino:

·         De L. E. classe ‘62 di Chieti;

·         D. E. classe ‘72 di Taranto;

·         P.F. classe ‘57 di Cagliari ma residente in provincia di Brescia e C.A. classe ‘92 di Napoli ma residente in provincia di Verona;

·         C.M.  e  R.R. rispettivamente classe ‘71 e classe ’65, entrambi di Pescara;

·         G. N. classe ‘81 di Termoli (CB).       

La Polizia raccomanda, per non subire raggiri nel corso di acquisti on line di acquisire un recapito telefonico certo del venditore, un suo riferimento bancario ovvero gli estremi di una carta di credito dove accreditare il corrispettivo della compravendita.

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