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Sabato 03 Dicembre 2016

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Giovane di Roccasecca e il figlio di un anno sfiorati dal tir della strage: il racconto

Il camion che ha provocato al strage di Nizza

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Attentato a Nizza, Sarah Di Mambro racconta la tragedia

Formia

La 32enne di Formia era ad una festa con un gruppo di amici

Scene inimmaginabili, difficile anche solo raccontare.
E’ con la voce smorzata ancora dalla paura e dallo choc, che prova a farlo - raggiunta al telefono - Sarah Di Mambro, di 32 anni, originaria di Formia, nella zona di Vindicio, e che dall’ottobre scorso si è trasferita a Nizza. E l’altro ieri sera era lì sulla Promenade des Anglais, il viale sul lungomare di Nizza, per la festa del 14 luglio.
Era in compagnia di amici e c’era anche una bambina di due anni. «Stavamo per andare a prendere le macchine, quando ci siamo trovati davanti a delle scene di panico. Gente che correva spaventata verso di noi e gridava. Sentivamo dei colpi ed all’inizio pensavamo che fossero i fuochi di artificio (erano quelli sparati dai poliziotti, che tentavano di bloccare il camion, ndr). Eravamo a 500 metri dal camion, ma non lo vedevamo, tutti ci spronavano a scappare. Momenti di concitazione, tanto che non riuscivamo a trovare neppure la bambina che era con noi. Era stata presa in braccio da un passante che aveva cercato di proteggerla». Insomma, panico generale. «Non riuscivamo a capire neppure cosa fosse successo, chi scappava diceva solo “nascondetevi, nascondetevi” e tutti ci siamo riversati sulla spiaggia. Pensavamo fosse un falso allarme, ma dopo una decina di minuti abbiamo capito che qualcosa di grave era davvero successo. Siamo risaliti, ma non potevamo attraversare la piazza principale.

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