Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Venerdì 09 Dicembre 2016

.




Fucilate contro i cani randagi Denunciato un 73enne
0

Cani avvelenati, in paese scoppia la polemica

Lenola

Scoppia il caso di cani avvelenati in paese a Lenola. L’associazione “Leidaa” (Lega italiana difesa animali e ambiente), sezione Sud Pontino, attacca e la giunta del sindaco Andrea Antogiovanni risponde. Un botta e risposta dai toni accesi, innescato da un caso di avvelenamento per una povera bestiola randagia, nella zona di San Martino. Tutt’altro che un caso isolato, a quanto pare. L’associazione ha denunciato una gestione non proprio adeguata del fenomeno del randagismo, sostenendo che «Lenola non è un paese per cani». Stizzito, il primo cittadino Andrea Antogiovanni ha replicato che l’associazione è arrivata «a conclusioni palesemente false». «Il Comune di Lenola - ha spiegato Antogiovanni - spende circa 50 mila euro ogni anno per ospitare oltre 30 cani all’interno di una struttura adeguata e l’ente è anche convenzionato con un’associazione di protezione animali che nel territorio svolge un ottimo intervento di promozione delle adozioni dei cuccioli, cura dei randagi e prima accoglienza». Ecco perché il primo cittadino non ci sta, decidendo di replicare a muso duro alle critiche. «Presentare il nostro Comune come un paese intollerante verso gli animali è quanto di più assurdo si possa immaginare» ha concluso il sindaco. Dal proprio canto, l’associazione “Leidaa”, preso atto della risposta dell’amministrazione municipale, ha ribadito che l’ente nello stanziare i 50 mila euro in bilancio per mantenere i randagi nel canile «non fa altro che ciò che ogni Comune è dovuto a fare, quindi nulla di straordinario».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400