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Domenica 11 Dicembre 2016

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Maestre sotto torchio
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Botte e insulti ai bambini, fissata l'udienza per le maestre di piazza Dante

Latina

Fissata l’udienza preliminare per le quattro maestre della scuola di piazza Dante accusate di aver picchiato e insultato i piccoli alunni loro affidati. A decidere se rinviare a giudizio le indagate, come chiesto dal pm Simona Gentile, il prossimo 21 ottobre sarà il giudice Laura Matilde Campoli. Le maestre Rita Procida e Rita Borelli, 52 e 49 anni, di Latina, sospese per dodici mesi dall’attività dal giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone, rischiano un processo per maltrattamenti, mentre le maestre Elisa Costi e Immacolatina Nardi, 61 e 62 anni, anche loro del capoluogo pontino, per abuso dei mezzi di correzione.
Le indagini sono partite dopo le prime confidenze raccolte dai genitori degli alunni della scuola dell’infanzia “Mariele Ventre” e i primi sospetti venuti loro, considerando anche il cambiamento del comportamento dei figli, che iniziavano ad avere diverse difficoltà. La Mobile piazzò all’interno della scuola delle telecamere nascoste e vennero ripresi così sia i maltrattamenti fisici che quelli morali inflitti ai bambini. Secondo il pm Gentile, la 52enne Procida avrebbe picchiato diversi alunni. Li avrebbe presi a schiaffi, strattonati, minacciati, avrebbe tirato loro le orecchie e gli avrebbe urlato contro. “Mo te meno con la frusta”, “Io ti sbatto al muro”, “Che devo fare, ti devo uccidere?”, “Sta faccia da scemo”, “Sei uno zozzo lurido, fai schifo”, sarebbero solo alcune delle frasi dette dall’indagata ai bambini e registrate dagli investigatori. Accuse analoghe quelle mosse a Borelli, che in un’occasione, dopo che un bambino si era bagnato i pantaloni, avrebbe detto alla classe: “Bambini … si è fatto la piscia sotto, al pavimento, è balordo, è vero che fa schifo?”. Schiaffi e qualche insulto sarebbero poi partiti anche da Costi, che come supplente sostituiva Procida, e lo stesso da Nardi, l’insegnante di religione. Un caso su cui ora dovrà pronunciarsi il giudice Campoli.

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