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Domenica 04 Dicembre 2016

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Strage di Monaco, i racconti di pontini e ciociari
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«Eravamo uniti di fronte all’orrore»

Anzio

C’era anche una giovane di Lavinio tra i testimoni dell’attacco di due giorni fa nella città tedesca

C’era anche una giovane ragazza di Lavinio (Anzio), tra i testimoni della follia omicida che si è consumata a Monaco, l'ennesima strage scriteriata ad opera questa volta di un solo uomo. Dopo averla raggiunta telefonicamente, C.S. (queste le due iniziali) ci ha raccontato quegli attimi di terrore.

Una giornata «come sempre»
«Lavoro ad Odeonsplatz, nel centro di Monaco. Come sempre, ho staccato alle 18 e ho raggiunto una mia amica al Kaufhof, il centro commerciale di Marienplatz, dove lavora. Quando ho saputo della sparatoria, io ero al bar con lei. Lì, mi ha telefonato un mio amico, che è arrivato poco prima che le porte del centro commerciale venissero bloccate dalla polizia: le guardie cercavano di far uscire più clienti possibile, ma alcuni sono rimasti dentro, insieme ai lavoratori. Non so quante persone potessero esserci, forse trecento. Dicevano di non muoverci, di stare calmi, ma era arrivata voce di una sparatoria anche a Karlsplatz (vicino a Marienplatz)».

L'inizio dell'incubo
«Quando ho saputo della sparatoria al centro Olympia, che si trova a nord di Monaco, ho mandato dei messaggi a tutti cercando di tranquillizzarli. Ero abbastanza calma, non pensavo mai che sarebbe arrivato in centro. Quando c'è stata l'allerta anche lì, il panico: la mia prima preoccupazione è stata quella di chiamare i miei e mio fratello – ti viene, in casi simili, di dire: “Se succede qualcosa, sappi che ti ho voluto bene”. Non sapevamo cosa fare, ma la polizia ci circondava e, pur essendo terrorizzata, mi sentivo al sicuro».

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (24 luglio 2016)

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