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Martedì 06 Dicembre 2016

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La sede dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina
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Ospedale Santa Maria Goretti, neurochirurgia al collasso

Latina

Pochi medici e la situazione all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina, per quanto riguarda il reparto di neurochirurgia peggiora e rischia il collasso. Il quadro è stato descritto dal consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone, non il primo intervento questo per denunciare una situazione che nei mesi estivi diventa più critica.

“Il reparto di neurochirurgia dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina - commenta il consigliere regionale -  rischia la paralisi a causa del sottodimensionamento del personale medico. In questi giorni ho avuto modo di constatare le condizioni, esasperanti, in cui il personale è costretto a lavorare. Dal primo agosto, infatti, i medici in servizio sono solo cinque più il direttore. Sei unità totali, a fronte dei dieci medici necessari, che sono costrette con turni massacranti, rinunciando anche ai legittimi riposi, ad effettuare le guardie, gli interventi, a provvedere alle emergenze e all’assistenza dei pazienti ricoverati. Una situazione che ha portato lo stesso direttore della Uoc ad effettuare, turni e guardie, per assicurare la continuità assistenziale e l’efficienza dei servizi e colmare carenze di personale diventate ormai strutturali. Ma, nonostante questo grande spirito di sacrificio e dedizione al lavoro, resta un gap profondo e difficile da sanare, in termini di efficienza, se non si interviene in modo concreto aumentando il personale medico disponibile". Solo quindi l'impegno del personale medico sta permettendo di mantenere la funzionalità del reparto ma la situazione è difficile e gli interventi non arrivano. "Una situazione - continua Simeone -  paradossale per un reparto di eccellenza non solo nella provincia di Latina ma nel Lazio e nel resto d’Italia. Un fatto gravissimo per quello che rappresenta un punto di riferimento per tutti i pazienti affetti da traumi spinali, ernie, lesioni tumorali spinali, stenosi vertebrali, spondilolistesi e fratture cervicali che grazie all’altissima professionalità dei medici possono ricevere le cure necessarie e adeguate. Acuito dalla concomitanza con la stagione estiva che riversa nella provincia di Latina migliaia di turisti. Inasprito dall’aumento esponenziale di incidenti che questo periodo dell’anno, purtroppo, porta con se. Una eccellenza che grazie alla noncuranza e al disinteresse del presidente della Regione Lazio, Zingaretti, e del commissario straordinario della Asl di Latina, è in costante emergenza e si regge solo grazie allo spirito di sacrificio del personale impiegato. In questo contesto ho inviato una nota a Zingaretti, al commissario straordinario della Asl di Latina, Casati, al responsabile della Cabina di regia per la sanità nel Lazio, D’Amato e al direttore della direzione salute della Regione, Panella, illustrando la situazione e chiedendo interventi seri e mirati per dare al reparto di neurochirurgia il personale adeguato per garantire il diritto alla cura dei cittadini e la continuità ed efficienza nell’erogazione dei servizi. Perché è inaccettabile che, ancora una volta, si debba assistere al depotenziamento di un reparto fondamentale per assicurare il servizio di emergenza – urgenza dell’ospedale di riferimento di tutta la provincia di Latina e che serve un’area estremamente vasta che va da Roma a Caserta. Ci domandiamo come si pensa di rendere efficiente l’assistenza sanitaria in un ospedale, che sulla carta è Dea di II livello dal giugno 2015, se si distruggono le eccellenze che lo caratterizzano. In questo quadro le scelte di chi dovrebbe decidere per il bene comune si stanno trasformando in tragedie personali e collettive, stiamo uccidendo la sanità, la speranza e la fiducia di centinaia di professionisti e di una intera comunità. Zingaretti continua a promettere nuove assunzioni e lo farà anche questa volta. Il punto non è promettere ma rendere operative tali assunzioni che, evidentemente, restano solo nell’immaginazione del presidente della Regione perché in caso contrario queste emergenze non si trascinerebbero irrisolte da anni. C’è qualcosa, direi tutto, che non funziona nella politica sanitaria del Lazio. Serve azione, serve coraggio, servono decisioni concrete e straordinarie. Perchè di questo passo a pagare l’altissimo prezzo dell’inerzia amministrativa di Zingaretti continueranno ad essere solo i cittadini e i professionisti che operano nei nostri ospedali. Quando si parla di servizi fondamentali la regola del tiriamo a campare e incrociamo le dita non funziona”. Le segnalazioni sono state inviate l'unica risposta possibile è quella nei fatti di evitare il progressivo depotenziamento di un reparto e più in generale di un ospedale come il Santa Maria Goretti su cui si è riversato il carico della provincia dopo i tagli negli altri nosocomi. 

 

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