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Domenica 04 Dicembre 2016

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La stazione di Latina
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Una stazione dimenticata

Latina

Ascensori e marciapiedi: ecco le prospettive. Intanto il parlamentare Cristian Iannuzzi ha presentato un’interrogazione al Ministro dei Trasporti

Una volta chi doveva partire o era abituato ad una voce che alla fine diventava anche familiare. Quella voce era vera, reale. «Latina, stazione di Latina...», gracchiava l’altoparlante. Una informazione di servizio accompagnata anche da un accento che poteva essere del sud o di casa nostra, a seconda di chi era davanti al microfono. Adesso quella voce, anzi quelle voci, che si alternavano nei turni di giorno e di notte, non ci sono più. Ci pensa Roberto, uno speaker che annuncia arrivi e partenze, treni in transito ed eventuali disagi ma che in realtà è una voce che non esiste. E’ un uomo senza volto, è un simulatore di voci di Trenitalia che puoi trovare anche in altre stazioni da Nord a Sud. E’ una voce fatta al computer per farla breve.
Anche per questo la stazione di Latina rispetto a qualche anno fa è diversa, è cambiata. Forse più nella forma che nella sostanza ma comunque è già qualcosa. Mancano però come sottolinea il parlamentare pontino Cristian Iannuzzi degli scivoli per i disabili che in queste condizioni non possono raggiungere i treni e questo è molto penalizzante. Rispetto al passato il blocco centrale di fondazione progettato da Angiolo Mazzoni e che ricalca coerentemente il pensiero razionalista dell’epoca, è rimasto inalterato, la sala d’attesa è stata rifatta mantenendo viva però la sua linearità e pulizia delle forme, adesso all’ingresso vicino all’area dei taxi, c’è anche una agenzia di viaggi ed è un colpo d’occhio nuovo, insolito. Inoltre i tabelloni che sono stati posizionati in diversi punti offrono maggiori informazioni. E’ qualcosa sì ma non è tutto, non basta.

L'articolo completo in edicola su Latina Oggi (7 agosto 2016)

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