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Venerdì 02 Dicembre 2016

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Riapre l'ufficio postale nella nuova sede. Sono state apportate delle migliorie

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Sciopero alle poste, motivazioni e disagi

Latina e provincia

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della CGIL riguardo lo sciopero in corso del personale delle Poste Italiane di Latina e provincia.

E’ in corso uno sciopero di tutto il personale di poste italiane della provincia di Latina, iniziato il 25 luglio e che prosegue fino al 20 agosto, uno sciopero che prevede l’astensione di tutte le prestazioni straordinarie e aggiuntive, ovvero quelle prestazioni che permetto agli uffici postali di garantire l’erogazioni del sevizio ai cittadini oltre l’orario di chiusura.

I disagi che stanno avvenendo, per gli uffici postali, sono relativi alla massiccia adesione dei lavoratori all’adesione dello sciopero indetto da tutte le organizzazioni sindacali, che unitariamente hanno deciso di dire basta ad una condizione di lavoro non più sostenibile, difficoltà a garantire i servizi in periodi come questo dove le ferie fanno venire a galla pesantemente la carenza di organico, con l’azienda che insiste con spostamenti di personale da un uffico a l’altro per cercare di governare le aperture.

Uffici che in molti casi non vengono attenzionati come dovrebbero per le condizioni che vedrebbero invece interventi di adeguamento normativo per garantire la permanenza di chi ci lavora e di chi utilizza i servizi, ovvero i cittadini.

Anche il settore del recapito, in questi giorni è in astensione delle prestazioni straordinarie, un settore che sta vivendo in maniera più forte la riorganizzazione di Poste Italiane, Latina è la prima provincia che da circa due mesi è partita in un nuovo progetto che nell’idea dei vertici doveva cambiare pelle e aggredire altre nicchie di questo settore per far concorrenza a chi oggi trasporta e consegna solo prodotti pregiati.

Una riorganizzazione, e qui dispiace leggere o ascoltare dai media cose non esatte, relative a questo settore e in particolare ai portalettere come se dipendesse da loro la condizione di lavoro che non prevede il recapito tutti i giorni.

Questa riorganizzazione a Latina, come già rappresentato, prima sul territorio del Lazio dichiara Bruno CARLO segretario Generale SLC CGIL, prevede il taglio di 70 zone di Recapito, che si tramutano in 70 posti di lavoro in meno, con il personale che non dovesse trovare collocazione a Latina rischia in questa prima fase di uscire anche dalla regione.

Tutto in un silenzio assordante, e con la scelta di poste italiane di non apporre all’ingresso degli uffici postali e di recapito la condizione di possibili disagi relativi allo sciopero del personale, uno sciopero per salvaguardare il proprio rapporto di lavoro e il mantenimento occupazionale, ma anche per i servizi ai cittadini e in special modo a quelli che sono con più difficoltà sul territorio, immaginiamo gli anziani che potrebbero vedersi chiudere gli uffici nella loro comunità e che non si vedranno recapitare più la corrispondenza come era in passato.

Tutto questo, poi, all’interno dell’avvio di un’altra fase di privatizzazione di Poste Italiane.
Le ragioni sono sempre le stesse: vendere i ” gioielli di famiglia” per fare cassa senza alcuna idea di futuro, senza linee chiare di politica industriale e lasciando in eredità solo debiti.

Il Governo “sposta” il 35% delle azioni di Poste a Cassa Deposito e Prestiti e prevede una collocazione sul mercato del restante 30%.
Il danno per le casse dello stato, in tema di mancati dividendi, sono già preventivabili in circa 500 mioni di euro.


Nel contempo non vi è traccia delle azioni previste dal piano industriale legate allo sviluppo, il che prefigura foschi scenari: operazioni esclusivamente finanziarie, necessarie a soddisfare le troppe promesse del governo; impoverimento della più grande azienda italiana di reti e servizi; nessuna prospettiva di sviluppo della logistica; nessuna prospettiva di innovazione dei servizi offerti.
Occorre ricordare che i soggetti che fruiscono dei servizi di Poste sono più di 30 milioni, larghissima parte dei quali sono cittadini e molti pensionati, e se immaginiamo la collocazione dei molti territori della provincia di Latina dislocati fuori dai centri più grandi capiamo il danno che si produce a questi ultimi.
Questo enorme bacino di clienti ed utenti è l’unico vero capitale del Gruppo Poste Italiane, insieme ai suoi 140,000 dipendenti; è a questo “capitale” che azienda e Governo devono rispondere, per questo chiediamo sostegno anche ai cittadini, primi usufruitori di un servizio che deve rimanere controllato dallo stato per garantire la popolazione più disagiata, e che per questo motivo è stata formulata una richiesta di incontro al prefetto di Latina.
La logica del ” prendi i soldi e scappa” è la medesima che ha ucciso la STET, che era fino a pochi anni fa il quinto gestore di telefonia al mondo. Quel che è rimasto di quel grande gruppo industriale è sotto gli occhi di tutti.
Sarebbe obbligo del Governo prendere atto degli errori che sono stati fatti negli anni passati, errori che hanno depauperato il paese, ed adoperarsi per non ripeterli.

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