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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Quel mutuo con Depfa che oggi chiede il conto

Latina

Quando fu siglato, il 23 maggio del 2007, il contratto di mutuo tra Acqualatina e Depfa Bank venne definito un cappio al collo dei Comuni soci della spa del servizio idrico. Non di tutti per la verità, ma solo di quelli che hanno accettato il pegno sulle loro azioni a garanzia del credito della banca che concesse il prestito.
Dieci anni dopo
E adesso, a quasi dieci anni di distanza, si stanno avverando le peggiori previsioni, ossia un recupero forzoso (seppure a medio termine) tramite il pegno sul patrimonio di Latina (il più importante tra i soci pubblici), Sabaudia, Sperlonga, Sonnino, Cisterna di Latina, Lenola, Minturno, Terracina, Fondi, Santi Cosma e Damiano. Come si può vedere si tratta di appena 11 Comuni sui 38 complessivi che detengono il pacchetto di maggioranza della società ma che tutti insieme rappresentano il 67% delle azioni pubbliche, ossia il minimo richiesto da Depfa a garanzia del mutuo. Questa adesione al pegno offerta senza preoccuparsi più di tanto delle conseguenze risale al momento peggiore del conflitto di interessi esistito tra il controllore (Comuni) e il controllato (Acqualatina).

(Articolo completo su Latina Oggi del 14 agosto 2016)

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