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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Il segretario provinciale

Salvatore La Penna

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La Penna alla minoranza Pd: "Basta con questa difesa di rendite di posizione"

Latina

Non si fa attendere la replica di Salvatore La Penna, segretario provinciale del Pd, alle accuse mosse nei suoi confronti da 26 dirigenti del partito guidati dal consigliere regionale Enrico Forte e dal sottosegretario Sesa Amici. La componente accusa La Penna di una gestione "padronale" del Pd, lui replica sostenendo in pratica che "questo documento è solo una mera difesa di rendite di posizione attraverso la destabilizzazione del partito".

Ecco la nota integrale del segretario Pd:

"Ho letto, con un po' di stupore, il documento sottoscritto da alcuni dirigenti del Pd della provincia di Latina sulla gestione attuale del partito a livello provinciale. Sono francamente sorpreso, soprattutto, dalla presenza fra i firmatari di autorevoli esponenti istituzionali del Pd, protagonisti della vita politica del Pd e dei partiti del centrosinistra ormai da alcuni lustri e sempre con ruoli di grande responsabilità. Dispiace che da parte loro manchi la serenità di valutazione e di giudizio necessaria ad un ragionamento più aperto ed equilibrato. Comprendo e rispetto le ragioni della dialettica interna, ma non posso pensare che a loro sfugga il lavoro che si sta svolgendo per rendere il PD in provincia di Latina un partito più forte e con una spiccata connotazione riformista e di governo. Non voglio troppo soffermarmi, inoltre, sul tema dell'analisi dei risultati delle elezioni amministrative in virtù dei quali sarebbe assai facile per me rivendicare le vittorie ottenute, finalmente dopo qualche mese riconosciute anche dai sottoscrittori, nei comuni in cui vi è stato un ruolo determinante, nella costruzione del percorso, della segreteria provinciale; oppure ripercorrere le ragioni di alcune dolorose ed illustri sconfitte e le dimostrazioni ottenute, si consideri il caso di Priverno, che i giochi di ceto politico avulsi dalla realtà e dai sentimenti delle comunità hanno fortunatamente finito il loro tempo. Risulta assai curioso che una minoranza interna, che annovera fra le sue fila un sottosegretario di Stato e due consiglieri regionali, con compiti istituzionali e spazi politici molto importanti, con apparati di segreterie e compiti di gestione e di governo, accusino di gestione padronale la segreteria provinciale e capeggino fronde interne, invece di mettere a disposizione del partito tutto, al di là delle posizioni congressuali, le potenzialità che derivano dai loro ruoli e di conquistare il consenso interno ed esterno sulla qualità delle proposte e sull'impegno a favore delle istanze socio-economiche delle nostre comunità, non su una continua strumentalizzazione correntizia destinata a non riscuotere grande interesse. Il rammarico più grande è il consolidarsi di un atteggiamento teso a scaricare sull'intera comunità partito timori derivanti dalla volontà di conservazione di posizioni istituzionali e di rendita, certamente legittima, ma che non può rappresentare la leva di una conflittualità permanente che nuoce alla vita del Pd in una fase in cui, pur con qualche difficoltà e contraddizione, si è registrata una innegabile rafforzamento del nostro partito. Non può sfuggire agli stessi come oggi il Pd governi, e bene, con i suoi sindaci in 13 comuni, governi l'amministrazione provinciale e come sui temi fondamentali (vedi acqua, rifiuti, sviluppo economico) stia svolgendo un ruolo decisivo di riferimento, anche in virtù di una rinnovata capacità di proposta. Credo che tutti ricordino stagioni buie in cui governavano in 3 comuni, eravamo minoranza netta in provincia rispetto al centrodestra e non esprimevamo linee condivise con i nostri sindaci ed amministratori, presentandoci spesso alle assemblee dei sindaci divisi e in ordine sparso, con grandi difficoltà a costruire linee politiche coerenti e attrattive. Credo che da parte di chi ha avuto, anche in quei frangenti, importanti responsabilità e conosce la complessità del mestiere debba e possa esserci una capacità di valutazione diversa. Ho da poco varato un organismo esecutivo di alto livello e profilo, rappresentativo delle diverse realtà territoriali e di competenze politiche e settoriali, che coinvolge sindaci ed amministratori importanti e capaci, dirigenti impegnati sui territori, donne e nuovi quadri emergenti. Tale organismo collaborerà costantemente con i 13 sindaci e con le nostre figure istituzionali ad ogni livello. L'ho composto senza tavoli di trattativa fra correnti e assumendomene, secondo mandato congressuale, la responsabilità; una squadra che, come già detto, sono disposto a integrare e ad allargare su deleghe importanti. Lo farò cercando il dialogo ed il confronto, anche da posizioni diverse, con tutti coloro che vogliono il bene del partito e il suo rafforzamento; se, invece, l'intenzione è quella di raccogliere contro la segreteria, per finalità di lotta politica interna, un confuso mix di contraddizioni, presentare documenti sottoscritti da non iscritti al Pd e da non elettori del Pd, iper renziani della prima ora insieme ad agitatori dei comitati per il no al referendum costituzionale, semplici iscritti insieme ad autorevoli esponenti istituzionali tanto per fare, con più di qualche difficoltà, numero, dimostrare e generare confusione, rappresentare un'idea del partito legata alla rappresentanza di nuclei ristretti e circoscritti a livello territoriale ed alimentare sulla stampa un dibattito che poco ha a che fare con le esigenze dei cittadini, non parteciperò certo alla gazzarra mediatica ma continueremo a lavorare con sindaci, amministratori, circoli, categorie sociali, in mezzo alle persone come ormai facciamo  da anni con dedizione, passione e tanti sacrifici personali. Sono abituato, per quanto mi riguarda, a confrontarmi con i risultati, a governare una comunità di donne e uomini alla pari, dal Nord al Sud della Provincia, di fronte ai quali rispondo del mio operato e con i quali ho un rapporto di stretta collaborazione e fiducia. Credo che sia il tempo di mettere un freno a rappresentazioni strumentali e dannose della vita del nostro partito e che i nostri riferimenti istituzionali concentrino i loro sforzi e le loro indiscusse capacità più a dare risposte, anche con il nostro sostegno, alle esigenze e ai bisogni delle nostre comunità che a un ripiegamento autoreferenziale su vicende intestine per dirimere le quali ci sono, a tempo debito, i congressi. Abbiamo sfide decisive da affrontare nei prossimi mesi; su acqua, rifiuti, legalità, sviluppo economico il nostro lavoro degli ultimi mesi è stato importante e riconosciuto anche al di fuori del perimetro del Pd. Oggi non bisogna perdere importanti occasioni di sviluppo e occorre rafforzare il sistema produttivo, agganciandoci al treno della ripresa e ad opportunità nuove che il quadro europeo, nazionale e regionale ci offrono. Lo potremo fare con la disponibilità e l'impegno a progettare ed unire i nostri territori, valorizzandone le enormi potenzialità e le innumerevoli vocazioni; lo sapremo fare solo se abbandoneremo certe stanche e logore liturgie e lasceremo dietro le nostre spalle definitivamente qualsiasi nostalgia verso una vocazione ed una mentalità minoritaria che non serve né al Pd né al futuro dei nostri territori."

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