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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Stabilimento balneare chiuso, i residenti nella zona si affidano a un legale

Il lido quando venne sequestrato

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Stabilimento balneare chiuso, i residenti nella zona si affidano a un legale

Latina

Lo stabilimento Lido di Enea non apre, e i residenti di via Ventotene conferiscono mandato al legale per capire quali siano i motivi per cui non possono usufruire del servizio. Una storia singolare quella che ha colpito la struttura del litorale del capoluogo, visto che i residenti della zona, «nonostante l’autorizzazione all’apertura del suddetto stabilimento da parte delle competenti Autorità - spiegano tramite una nota - contestano al titolare della concessione demaniale di non aver provveduto a fornire alcun servizio destinato a soddisfare interessi pubblici». Ma perché questa ostinazione verso l’apertura dello stabilimento? «I residenti hanno rilevato agli Enti locali che la concessione demaniale viene assegnata non solo al fine di assicurare l’interesse pubblico all’ordinata gestione del demanio ma anche per rispondere alle richieste dei residenti e dei turisti - spiegano - La mancata apertura al pubblico dello stabilimento in oggetto ha comportato loro un grave disagio ed un disservizio». Per questo i proprietari degli immobili di via Ventotene, dichiarano di aver «subito rilevanti danni economici poiché la chiusura dello stabilimento ha precluso loro la possibilità di riuscire a concedere in locazione ai villeggianti i loro appartamenti, in un periodo storico già pesantemente colpito dalla crisi economica». Inoltre, la mancata apertura dell’area demaniale al pubblico, pur in presenza di tutte le autorizzazioni, concessioni e licenze, ha di fatto impedito ad altri operatori del settore di avvalersi dello spazio demaniale già assegnato al concessionario del Lido di Enea, per svolgere la medesima attività imprenditoriale con finalità turistico-ricreativa. «Per di più, il mancato smantellamento della struttura amovibile installata nell’anno precedente dallo stesso concessionario del suddetto stabilimento, oltre ad impedire al pubblico di usufruire degli spazi a lui assegnati, non ha fatto che aggravare il disagio dei residenti comportando soprattutto problemi di sicurezza ed igiene, rilevando, peraltro, che le concessioni demaniali vengono assegnate anche per motivi imperativi di interesse generale ed attinenti, tra gli altri, all’ordine pubblico, alla sicurezza e all’incolumità pubblica, alla tutela dell’ambiente, agli obiettivi di politica sociale e di politica culturale».

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