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Sabato 03 Dicembre 2016

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Tribunale Latina
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Riciclaggio di denaro, il caso Perrozzi approda in tribunale

Latina

Appuntamento in aula per il 7 novembre davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina Pierpaolo Bortone. Sul banco degli imputati, l’imprenditore di Cisterna Fabrizio Perrozzi, accusato di riciclaggio con propaggini anche all’estero insieme ad altre sette persone, la cui posizione è marginale. Nel corso della precedente udienza a causa di un difetto di notifica è stato tutto rinviato e in quell’occasione si deciderà se rinviare a giudizio o no gli imputati, la cui posizione è molto articolata ma non è escluso che qualcuno ma non a quanto pare per la posizione di Perrozzi, decida di patteggiare. Oltre a Perrozzi e al figlio, gli imputati sono: Cyrus Dara Maybud, residente a Lugano, Massimo Pignotti, residente a Como, Istva’n Burgya’N, ungherese ma residente in Svizzera, Friederike Maria Demski, nata in Germania e compagna di Perrozzi, Marcello Di Girolamo, di Terracina, Alessandro Bertacchini. L’inchiesta molto elaborata ribattezzata «Point Break», era stata coordinata dal pubblico ministero Marco Giancristofaro ed era stata condotta dalla Guardia di Finanza che aveva indagato sulle condotte dell’imprenditore di Cisterna, interessato anche alla Italcraft. Gli investigatori avevano tracciato il percorso del denaro tra la Svizzera, Malta, Panama e l’Italia per complessivi otto milioni di euro e gli accertamenti che risalgono al gennaio del 2011 erano scattati subito dopo quella che era stata una vera e propria intuizione investigativa sul caso della Italcraft e nei voluminosi faldoni che fanno parte del procedimento è finito anche un leasing di una barca di 33 metri che Perrozzi aveva usato e finita anche questa nell’inchiesta. Al termine dell’inchiesta la Procura aveva chiesto per l’imprenditore di Cisterna, già coinvolto in un’inchiesta analoga condotta dalla Procura di Padova gli arresti domiciliari ma la richiesta del pm di via Ezio era stata respinta dal giudice per le indagini preliminari. Intanto tra pochi giorni si dovrebbe conoscere l’esito della decisione dei giudici della Corte d’Appello di Roma in merito al ricorso presentato da Perrozzi relativo in questo caso alla confisca dei beni e alla misura di prevenzione con l’obbligo di soggiorno a Milano. In questo caso erano stati gli agenti della Divisione Anticrimine ella Questura di Latina a chiedere il sequestro dei beni, arrivato in un secondo momento come disposto dal Tribunale di Latina.

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