La richiesta di personale da impiegare volontariamente nelle zone terremotate tra il Lazio e le Marche era arrivata anche al Comune di Latina e più precisamente alla Polizia Locale che era pronta a mandare quattro agenti disposti a lasciare il capoluogo pontino per la durata di sette giorni per prestare servizio, senza costi aggiuntivi, nella zona di Amatrice. Peccato però che l’amministrazione Coletta si sia opposta.
Animati da senso civico e dalla voglia di prestare la propria opera lì dove c’è bisogno, trascurando anche la propria famiglia se necessario, quattro agenti del comando di Polizia Locale erano pronti a partire in questi giorni per alternarsi, insieme ai colleghi di altri Comuni italiani, nella gestione dell’emergenza sul luogo della sciagura. Avevano dato la loro disponibilità dopo che a Latina era arrivata una richiesta specifica di personale e il Comandante della Polizia Locale nostrana si era attivato, non solo per verificare le disponibilità, ma anche per accertare la fattibilità dell’operazione. Quando il caso è finito sulla scrivania del Sindaco, però, l’operazione è naufragata: a quanto pare il Comune avrebbe accertato che, nelle zone terremotate, non c’era più bisogno degli agenti pontini. Un fatto alquanto singolare che non ha permesso al capoluogo di prestare la propria opera come invece stanno facendo altre grandi città italiane.