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Sabato 03 Dicembre 2016

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Le nuove stalle simbolo dei Di Silvio
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Pascoli e stalle abusivi, il Comune corre ai ripari

Latina

Dopo le prime attività di accertamento effettuate dagli agenti del Nucleo edilizia della Polizia Locale, il Comune ha attivato le procedure per rientrare in possesso delle aree occupate abusivamente dai pascoli dei Di Silvio e al tempo stesso rimuovere gli abusi realizzati, compresi quelli su suolo privato.
Dopo lo sgombero dell’ex sito Pozzi Ginori di Borgo Piave, che oltre ai senzatetto bulgari ospitava anche un vero e proprio maneggio dei Di Silvio, le famiglie rom si sono attrezzate realizzando nuove stalle abusive nel loro quartier generale, ossia tra Campo Boario e Gionchetto. Una serie di strutture infatti sono spuntate tra i palazzi, con non pochi disagi per i residenti, oltre ai rischi per gli stessi animali, minacciati durante l’estate da più di un incendio di sterpaglie.
Il fenomeno ovviamente non è sfuggito agli specialisti dell’antiabusivismo edilizio della Polizia Locale che hanno avviato una serie di controlli mirati. Il primo della serie aveva riguardato la stalla più grande, quella di via Muzio Scevola a due passi dalle abitazioni degli elementi di spicco della famiglia-clan, realizzata in maniera del tutto abusiva e oltre tutto sul terreno di un privato che probabilmente è anche ignaro dell’occupazione.
In via Gran Sasso d’Italia invece i rom hanno recintato un terreno comunale nei pressi del canale delle Acque Medie e lo avevano adibito appunto al pascolo dei cavalli. In questo caso gli agenti del Nucleo di polizia edilizia hanno accertato che il terreno è di proprietà del Comune. Stesso discorso per il pascolo simile improvvisato in via Monte Lupone, dove capita addirittura che i cavalli riescano a uscire dalla recinzione posticcia e più volte i residenti si siano ritrovati con i ronzini tra le auto parcheggiate.
Nei casi dei pascoli sui lotti pubblici il Comune sta predisponendo le ordinanze di sgombero e demolizione degli abusi, mentre nei casi delle stalle l’iter è più complesso perché prevede si tratta appunto di terreni privati e gli abusi sono stati realizzati da terzi.

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