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Domenica 11 Dicembre 2016

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Abusi edilizi "vip", ordinata la demolizione a Syusi Blady
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Abusi edilizi "vip", ordinata la demolizione a Syusi Blady

San Felice Circeo

Irregolarità edilizia “d’autore” nel centro storico di San Felice Circeo, con il responsabile del settore Edilizia e Tutela Ambientale che con un’ordinanza del 30 agosto - pubblicata ieri sull’albo pretorio dell’ente - ha ordinato la demolizione di alcuni abusi realizzati da Maurizia Giusti, in arte Syusy Blady.
A scoprire gli interventi non autorizzati nell’abitazione del centro storico della cabarettista e conduttrice televisiva, ai più nota per la trasmissione “Turisti per caso”, sono stati gli agenti della polizia municipale, che hanno redatto due distinte informative. Non si tratta di opere particolarmente rilevanti dal punto di vista urbanistico, ma comunque - come si specifica nell’ordinanza di demolizione - «non autorizzabili» nel perimetro del centro storico.
La prima informativa, datata 6 maggio 2016, riguarda il posizionamento di una struttura di 5,30 metri quadrati e costituita da paletti in metallo, probabilmente da autorizzare come ancoraggio per tende, teli o simili. Chiaramente realizzata «senza alcun titolo abilitativo». La seconda informativa della polizia municipale è invece più recente ed è del 23 agosto di quest’anno. Dagli atti risulta che Maurizia Giusti «ha recentemente collocato sul terrazzo di copertura dell’abitazione una struttura in metallo dalla superficie di 20 metri quadrati», anch’essa al momento priva di copertura.
Nessuna opera monumentale, certo, ma comunque - secondo i rilievi del Comune di San Felice Circeo - non autorizzabile. «Le opere abusive - si legge nell’ordinanza - sono state realizzate in zona “centro storico”, sottoposta a vincolo di tutela paesaggistica, nella quale sono consentiti solo il risanamento igienico e il restauro conservativo dei volumi esistenti». In quest’area, tra le altre cose, vige anche il vincolo di Parco nazionale del Circeo. Per il responsabile del settore Edilizia si tratta dunque di «opere totalmente abusive, non autorizzabili» che costituiscono «superfetazioni inammissibili nell’ambito del nucleo storico comunale». Motivo per cui ne è stata ordinata la demolizione. Fermo restando la possibilità di un ricorso al Tar.

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