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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Vendemmia al via, si annuncia una stagione di qualità
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Vendemmia 2016, Coldiretti e Aspal: uve ok, ma i prezzi penalizzano gli agricoltori

LatinaLatina

"Di ottima qualità. E con quantitativi in sensibile aumento rispetto all’anno scorso" , dice Coldiretti. "Ottime uve ma pessimo prezzo per gli agricoltori", lamenta l'Aspal. La Vendemmia 2016 è alle porte e le associazioni dei produttori indicano quelle che sono le mancanze più significative dal loro punto di vista.

Le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea stimano una produzione di vino di 1.717 migliaia di ettolitri, con una variazione di +2% rispetto al 2015. Il dato regionale si spalma in misura omogenea sulle province, da Viterbo a Latina passando per i Castelli Romani, con previsioni di raccolta ovunque in crescita e una qualità delle uve attesa in linea, se non superiore, con quella della scorsa annata. Merito delle attenzioni prestate dai viticoltori nel rispetto della tempistica indicata per i trattamenti ai filari, ma anche del favorevole andamento delle condizioni climatiche che, dai primi giorni di agosto ad oggi, hanno assicurato temperature calde di giorno e la giusta escursione termica notturna. Ma il problema nel Lazio resta il prezzo. A fronte di una qualità in crescita anno per anno, il prezzo continua ad essere irrimediabilmente basso, mentre è proprio da lì – commenta David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio – che si misura il riconoscimento più immediato e diretto, in termini di volumi economici, a fronte degli investimenti e della grande professionalità messa in campo dai nostri viticoltori. Anche quest’annata rischia di concludersi per le uve laziali con un prezzo compreso tra 15/18 euro al quintale. Un prezzo destrutturato, altalenante perché esposto alle oscillazioni del mercato e che continua così a non assicurare le minime garanzie di reddito ai produttori".

"Nonostante tutto - affermano dal direttivo dell’Aspal -, il prezzo delle uve nel nostro territorio non si schioda da € 1,00– 1,30 a grado zuccherino, anche se il prezzo del vino è rimasto con una quotazione costante ed inoltre la superficie vitata della nostra regione è diminuita in misura sostanziosa. Chi è che deve arricchirsi ai danni di noi poveri viticoltori?”

“Sicuramente il fallimento delle cantine sociali del nostro territorio non ci ha aiutato -sostiene il presidente dell’Aspal Stefano Giammatteo -,ma questo non giustifica le continue speculazioni all’interno della filiera agro-alimentare ai danni degli agricoltori, aggravate dalle negligenze politico-sindacali a qualsiasi titolo. A breve, faremo altri incontri istituzionali, con la sola e unica speranza di trovare una soluzione a questa problematica, ormai perenne, del crollo del prezzo al campo di tutti i prodotti agricoli, visto che oggi è il turno delle uve da vino, ieri era quello del kiwi, ma anche con gli altri comparti produttivi, succede esattamente la stessa cosa. Non è giusto che noi agricoltori che siamo l’anello principale della catena agro-alimentare, dobbiamo sempre soccombere alle solite speculazioni che si fanno all’interno della filiera stessa. Andando avanti di questo passo, - conclude Giammatteo - la nostra agricoltura non avrà futuro e nelle nostre campagne avremo sempre più debiti e fallimenti!”.

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