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Giovedì 08 Dicembre 2016

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"Libero e senza padrini". Intervista a Procaccini

Il sindaco di Terracina, Nicola Procaccini

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Il Parco del Circeo verso l'allargamento a Latina e Terracina

Sabaudia

Quello che è stato a lungo visto come un freno allo sviluppo del territorio, un ostacolo alle attività economiche, viene ora considerato la chiave con cui aprire una cassaforte di fondi pubblici determinante per gli enti locali da tempo lasciati a secco dal Governo centrale. Tanto il sindaco di Latina quanto quello di Terracina vogliono ampliare il perimetro del Parco Nazionale del Circeo. Un’intenzione, quella di Damiano Coletta e di Nicola Procaccini che non si è ancora concretizzata in alcun atto, né di giunta né tantomeno di Consiglio, ma che è stata illustrata ieri nel corso del direttivo del Parco dallo stesso presidente Gaetano Benedetto.
Coletta vorrebbe annettere all’ente che cura l’area protetta altri terreni attorno a Fogliano, mentre Procaccini vorrebbe far entrare nel Parco Terracina, che al momento non ne fa parte nonostante sul suo territorio vi sia una parte della riserva della biosfera inserita nell’area del Circeo. Procaccini, però, punta soprattutto a far diventare Parco Nazionale il mare della sua città. Un limite per la pesca, che dovrebbe sottostare a regole rigide, ma secondo il primo cittadino un vantaggio. Arriverebbero sì una serie di vincoli, ma far parte del Parco – e questo sembra sia il vero obiettivo del primo cittadino – consentirebbe a Terracina di ottenere fondi rilevanti, con cui poter gestire un’imprenditoria ittica di qualità e con cui riqualificare l’intera marineria. «Le misure da adottare potrebbero essere concertate e questo è il mio auspicio», dichiara il direttore dell’Ente del Circeo, Paolo Cassola, che sta seguendo da vicino l’iniziativa.
Ieri però il direttivo è stato anche la prima occasione di confronto tra il sindaco di Ponza, Piero Vigorelli, e i vertici dell’Ente, dopo la denuncia presentata dal primo contro il Parco e contro il Corpo forestale sulla gestione di Zannone, che ha portato la Procura di Cassino ad aprire un’inchiesta. I membri del collettivo, fatta eccezione per il sindaco ponzese, hanno votato un documento con cui danno mandato a Benedetto di presentare ai magistrati un carteggio sulla vicenda. Il direttivo, e questa volta anche Vigorelli, hanno votato un secondo atto d’indirizzo, con cui auspicano una ripresa rapida dell’attività di vigilanza a Zannone da parte dei forestali, una soluzione per lo sbarco in sicurezza sull’isola e una verifica sulle responsabilità che hanno su quel territorio i diversi enti. Le posizioni restano comunque distanti. E Vigorelli dichiara: «Hanno cercato in tutti i modi di farmi dire cosa ancora intendo fare su Zannone, ma non intendo dirlo. Mi hanno preso in giro per quattro anni».

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