Il giornale di oggi

abbonati

sfoglia

Giovedì 08 Dicembre 2016

.




Festival delle Storie: un parterre de roi in Valcomino
0

Isolati come ai tempi della guerra ma è solo maltempo, la nota di Pennacchi

Latina

Riceviamo dallo scrittore Antonio Pennacchi e pubblichiamo questa nota sui disservizi causati ai residenti di Borgo Podgora dal maltempo dei giorni scorsi.

"Dalle raccolte del Messaggero – donate a suo tempo dalla famiglia Maulucci alla Biblioteca comunale di Latina ed ivi custodite – si apprende che nel febbraio 1948, a ben quattro anni dal cruento passaggio della guerra per Littoria, i borghi di Latina erano ancora telefonicamente isolati. Non che prima della guerra ogni podere avesse il suo bel telefono. Questo no, non c’era neanche la corrente in campagna, e la sera ognuno si accendeva la candela o il lume a petrolio. Ma in ogni centro rurale sì, e in ogni Borgo – oltre alla caserma dei carabinieri, alla scuola, alla parrocchia, alla dispensa e alla posta – c’era pure un posto telefonico pubblico dove, per ogni occorrenza, potevi andare e telefonare a chi volevi. Ma dal 1944 al febbraio 1948 neanche questo. Stop al telefono, silenzio assoluto dai borghi. L’articolista dell’epoca – credo fosse Sebastiano Maulucci – spiegava che la Teti (c’era la Teti allora, che poi diverrà Sip, Telecom e ora non so cosa) si rifiutava di riparare le linee finché lo Stato non l’avesse risarcita dei danni di guerra.
Adesso però – che tutti sono collegati con tutti quanti in ogni capo del mondo e fin sulle navicelle spaziali – è più di una settimana che tra Borgo Carso e Borgo Podgora, e più specificatamente nella zona conosciuta come Via Santa Croce, siamo senza telefono e senza Adsl. Il temporale di domenica scorsa, 11 settembre 2016, ha travolto alcuni pali con tutta la linea, e addio rumore mediatico. Se vuoi comunicare con qualcuno devi solo strillare, oppure prendere la macchina e venire a Littoria. Passano e passano i giorni. Si vedono furgoni e camioncini – con tanto di scale e scalette sui pianali – che fanno su e giù per la strada, danno un’occhiata e ripartono. Ma i pali – e i cavi travolti dal maltempo – restano per terra. Nessuno li tocca e li riaggiusta. Chissà quanto silenzio ci aspetta ancora.
Dice: 'Vabbe’, ma che vuoi che sia una decina di giorni, rispetto a quattro anni?'. Ho capito, ma ce lo dicessero: quant’è che vogliono, per questi danni di guerra?"

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400