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Martedì 06 Dicembre 2016

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La sede dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina
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Diagnosi errata, disposto un maxi risarcimento

Sermoneta

A quasi dieci anni dal suo inizio, si è conclusa con una sentenza del tribunale di Latina l’odissea di un paziente vittima di una prestazione medica giudicata sbagliata. Per un artigiano di Sermoneta scatta un maxi-risarcimento da 200 mila euro: la Asl, riconosciuta responsabile, dovrà corrispondere al paziente la somma così come imposto dal giudice Gianna Valeri all’esito di una causa civile intentata dal cittadino assistito dall’avvocato Tiziano Ottavi.
La storia del 43enne artigiano manovale di Sermoneta, rimasto parzialmente invalido, ha inizio quasi dieci anni fa. È la metà di settembre del 2007, esattamente nove anni fa, quando il 43enne avverte dolori addominali che lo costringono al ricovero in ospedale. I medici del “Santa Maria Goretti” di Latina, a conclusione degli accertamenti sanitari, ritengono di trovarsi di fronte a un caso di appendicite. In realtà si trattava - ma questo si sarebbe capito solo in seguito - di una occlusione intestinale. Si procede con un intervento, quindi con la degenza post-operatoria ma ben presto si presentano delle complicazioni. Passano appena dieci giorni e il paziente è costretto a tornare in ospedale. Dopo le prime visite decide di trasferirsi al “Gemelli” di Roma. A questo punto, però, i disturbi si sono già estesi a un occhio che, come si scoprirà, aveva subìto una infezione talmente grave da portare alla perdita parziale della sua funzionalità.
Valutata la possibilità di intentare una causa contro la Asl, il 43enne sermonetano si rivolge allo studio legale “Ottavi & Partners” di Terracina, specializzato in azioni legali di risarcimento per responsabilità civili in ambito sanitario, infortunistica sul lavoro e sinistri stradali. La causa mossa davanti ai giudici del tribunale civile di Latina prende avvio nel 2011 e, tra una perizia medica di parte e una consulenza legale di un Ctu nominato dal giudice, si arriva alla recente sentenza. Il giudice Gianna Valeri del tribunale di Latina, riconoscendo l’errore medico nella diagnosi al paziente, ha disposto un indennizzo a favore del paziente per circa 200 mila euro. Basando la decisione sulla perizia medica, al 43enne è stata riconosciuta un’invalidità generica del 28% e una specifica per la parziale funzionalità dell’occhio pari al 35%. Evidenziato, quindi, il nesso causale tra condotta medica e danno biologico.

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