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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Anche il presidente Addessi vuole ripubblicizzare il servizio idrico

Giuseppe Addessi

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Anche il presidente Addessi vuole ripubblicizzare il servizio idrico

Latina

«Riprendersi l’acqua è possibile, ci sarebbero le condizioni per farlo. Ma a decidere sarà probabilmente la politica romana»

«Vogliono la ripubblicizzazione? Perché no? Basterebbe chiarirsi le idee e stabilire intanto se è davvero quello che i Comuni dell’Ato 4 vogliono fare. Il sistema per venirne a capo c’è, e secondo me è anche praticabile».
E’ un Presidente disteso e rilassato quello che abbiamo di fronte. Dopo l’approvazione del bilancio di Acqualatina spa, diradate le nuvole della fronda messa su dai sindaci che peraltro lui rappresenta in seno alla spa, Giuseppe Addessi parla a braccio, con un eloquio spedito, come si conviene al padrone della situazione.
Che fa Presidente, davvero anche Lei è per la causa della ripubblicizzazione dell’acqua?
«Andiamo per ordine. I Comuni del bacino sono titolari del 51% delle azioni di Acqualatina in virtù del fatto che a suo tempo quelle azioni vennero acquistate dalla Provincia con un mutuo che viene pagato con i soldi della gestione e con l’uso delle fonti di approvvigionamento. Voglio dire che i Comuni non hanno tirato fuori dai rispettivi bilanci nemmeno un euro. Nessuno vieta di fare altrettanto con il 49% del pacchetto azionario della spa. Quando nel 2012 Armando Cusani presidente dell’Ato 4, di fronte alla manifestazione di abbandono da parte di Veolia propose ai sindaci di valutare la possibilità di acquisire le quote della parte privata, questi gli affidarono il mandato esplorativo per valutare la fattibilità di quel percorso. Ed era allo studio una ipotesi di protocollo di intesa secondo cui Veolia, attribuito un valore alle azioni, avrebbe venduto ai Comuni a fronte di un pagamento diluito in tempi da stabilire. Poi è intervenuta la decadenza di Cusani e quel progetto è rimasto lettera morta».
Quello era il periodo preelettorale in cui Cusani puntava al seggio europeo. Oggi le condizioni sono mutate, e in più c’è la forte ingerenza di Depfa, che di fronte ad eventi ritenuti importanti per la vita della spa rivendica la possibilità di intervenire sui processi decisionali aziendali sostituendosi ai Comuni, ostaggi del pegno a suo tempo sottoscritto per la concessione del mutuo.
«Il pegno con Depfa non ostacola una eventuale ripubblicizzazione dell’acqua. Di fronte a garanzie sulla onorabilità degli impegni assunti per il mutuo, Depfa non avrebbe alcunché da obiettare. Dico di più, per quanto mi consta, la parte privata, ossia il gestore, non avrebbe motivi per opporsi».
E Lei cosa ne pensa?
«Come Presidente sono obbligato alla neutralità, ma se vuole sapere cosa ne pensa il cittadino Addessi, le dico che sono soddisfatto di come vanno le cose in casa Acqualatina, e sono invece preoccupato di quello che vedo accadere negli altri territori della regione, oltre che dell’umore degli utenti. Perciò, di fronte all’ipotesi di un cambio del gestore, preferirei assistere ad un confronto serio e costruttivo sulle possibilità di giungere alla ripubblicizzazione dell’acqua».

L'intervista completa in edicola con Latina Oggi (21 settembre 2016)

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