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Sabato 03 Dicembre 2016

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Pronto soccorso al collasso: Cittadinanzattiva chiede posti letto
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Quale futuro per i punti di primo intervento? Novità dalla Regione

La riorganizzazione

Non verrà chiuso alcun punto di primo intervento nel Lazio, ma tali strutture verranno solo riorganizzate secondo le norme nazionali. Questa la rassicurazione fornita ieri, in commissione regionale politiche sociali e salute da Alessio D’Amato, responsabile della cabina di regia della sanità del Lazio, rispondendo ai chiarimenti sul punto chiesti dal consigliere azzurro Antonello Aurigemma. Parole che non rendono ancora chiaro il destino di quelle strutture che solitamente rappresentano l’unico presidio sanitario in determinati territori.
Il caso è esploso con un’informativa della Direzione salute e politiche sociali del 13 settembre scorso, indirizzata ai direttori generali delle Asl Rm 2, Rm 4, Rm 5, Rieti, Viterbo e Latina, con cui sono state informate le Aziende sanitarie locali che, da una ricognizione effettuata e comunicata ai Ministeri della salute e dell’economia, risultano attivi sul territorio regionale 13 punti di primo intervento da disattivare in base a quanto previsto da apposito decreto ministeriale dello scorso anno. Abbastanza per far entrare in fibrillazione intere comunità e far annunciare a molti sindaci di essere pronti alle barricate pur di difendere l’ultimo brandello di sanità pubblica presente nei loro Comuni. Una disattivazione da compiere in due fasi: la prima sui PPI presenti in strutture extraospedaliere e la seconda su quelli ubicati presso i presidi ospedalieri riconvertiti. Un provvedimento che riguarderebbe i PPI di Montefiascone, Ronciglione, Cisterna, Cori, Priverno, Sezze, Sabaudia, Gaeta, Minturno, Pontecorvo e alcuni PPI romani.
La commissione politiche sociali e salute ieri ha poi espresso parere favorevole a maggioranza sulle nomine di Antonio D'Urso a nuovo direttore generale degli Istituti fisioterapici ospedalieri (Ifo) e di Marta Branca allo Spallanzani. D'Urso, 54 anni, dal 2014 ricopriva lo stesso incarico al San Camillo, e in precedenza aveva diretto le Asl di Lucca e Prato. Branca, 48 anni, è stata fino ad oggi commissaria straordinaria di Ifo e Spallanzani e in precedenza era stata direttrice amministrativa del Policlinico Umberto I e del San Filippo Neri.
Il voto in commissione è arrivato dopo un lungo dibattito nel corso del quale le opposizioni hanno più volte chiesto chiarimenti sulla nomina di D'Urso. Antonello Aurigemma, Francesco Storace e Pietro Sbardella hanno chiesto se D'Urso avesse i requisiti previsti dal decreto ministeriale 70, che dal 18 settembre disciplina le nomine dei direttori. Inoltre hanno espresso un giudizio molto severo su questi due anni di gestione del San Camillo. Aurigemma non ha risparmiato critiche. Davide Barillari ha invece affermato che non ci sono elementi per poter giudicare l'operato di D'Urso, né per capire i motivi della scelta. Critico anche Fabio De Lillo, soprattutto «sul silenzio della maggioranza». Obiezioni a cui ha replicato D'Amato, secondo il quale «D'Urso è in possesso dei requisiti previsti dal decreto 70».

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