Nell’attuale dibattito sul controllo che i Comuni possono realmente esercitare su Acqualatina in quanto soci di maggioranza manca (o è stato dimenticato) qualche tassello. Questo: l’atto autorizzativo di ciascun Comune delle partecipazioni pro quota dietro versamento di capitale. Mancava sicuramente tre anni fa quando il Ministeri dell’Economia, su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, inviò una richiesta a tutti e 38 i Comuni soci di Acqualatina chiedendo loro, appunto, di «produrre l’atto autorizzativo relativo alla partecipazione delle quote nel capitale sociale della spa «nonché la conseguente documentazione ai fini contabili e gli atti istruttori (relazioni, proposte, pareri)». Furono inoltre richiesti «per ciò che attiene alle due ricapitalizzazioni intervenute, gli atti autorizzativi del consiglio comunale (di ciascun Comune ndc)... per la sottoscrizione delle quote che sono state, di fatto, versate nonché la conseguente documentazione ai fini contabili e gli atti istruttori...». La richiesta del Ministero è del lontano gennaio 2013. 

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