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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Acqualatina

La sede di Acqualatina

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Acqualatina, lo strano caso delle quote fantasma

Latina

La Corte dei Conti ha chiesto tre anni fa gli atti sui versamenti dei Comuni nel capitale della spa, che non si trovano

Nell’attuale dibattito sul controllo che i Comuni possono realmente esercitare su Acqualatina in quanto soci di maggioranza manca (o è stato dimenticato) qualche tassello. Questo: l’atto autorizzativo di ciascun Comune delle partecipazioni pro quota dietro versamento di capitale. Mancava sicuramente tre anni fa quando il Ministeri dell’Economia, su delega della Procura regionale della Corte dei Conti, inviò una richiesta a tutti e 38 i Comuni soci di Acqualatina chiedendo loro, appunto, di «produrre l’atto autorizzativo relativo alla partecipazione delle quote nel capitale sociale della spa «nonché la conseguente documentazione ai fini contabili e gli atti istruttori (relazioni, proposte, pareri)». Furono inoltre richiesti «per ciò che attiene alle due ricapitalizzazioni intervenute, gli atti autorizzativi del consiglio comunale (di ciascun Comune ndc)... per la sottoscrizione delle quote che sono state, di fatto, versate nonché la conseguente documentazione ai fini contabili e gli atti istruttori...». La richiesta del Ministero è del lontano gennaio 2013. 

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (22 settembre 2016)

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