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Domenica 04 Dicembre 2016

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Dall'inchiesta Speedy fly alla truffa in Kuwait
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Dall'inchiesta Speedy fly alla truffa in Kuwait

Latina

L’inchiesta Speedy Fly assomiglia ad un dedalo di strade investigative: da una parte la vicenda della Meccano, dall’altra il procedimento di falso davanti agli uffici di conciliazione che vede come vittime alcuni operai dell’Avio e infine altri procedimenti penali o civili a medio raggio, dalla Germania con una sentenza che ha aperto la strada poi agli inquirenti per dare un senso alle scissioni nelle società di Veneruso fino in Medio Oriente e in Kuwait, una delle aree geografiche dove Avio, o meglio l’Aviointeriors, poteva contare su un gruppo di clienti sicuri ma anche molto esigenti. Nell’inchiesta condotta dal pm Marco Giancristofaro, si apre anche un altro scenario relativo ad un braccio di ferro per oltre 40 milioni di dollari sulla fornitura dei sedili più famosi del mondo. E’ questo l’ultima appendice di un’inchiesta dove gli investigatori a forza di scavare hanno scoperto molto altro.
Gli inquirenti sono entrati dentro il mondo dell’Aviointeriors e hanno scoperto che nel triennio 2011-2012-2013 ben il 98% dei volumi di vendita è stato conseguito all’estero, ma che nel 2014, a causa della crisi, la società non si è avvalsa della società americana Kalleny, in considerazione della crisi che ha interessato il settore, e quindi non sono stati realizzati i rapporti con la società controllata.

L'articolo completo in edicola con Latina Oggi (7 ottobre)

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