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Lunedì 05 Dicembre 2016

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Il "pacco" delle banconote da 100 euro
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Truffa da 250mila euro: condannato un promoter

Aprilia

Non una semplice perdita dovuta all’andamento altalenante dei mercati finanziari e alla crisi globale che non accenna a diminuire, ma un buco da quasi 250mila euro causato dalle truffe messe a segno ai loro danni da un promotore finanziario. L’uomo che avrebbe dovuto far fruttare i loro capitali, tra un falso e l’altro, li avrebbe in realtà dilapidati, causando l’ingente perdita a due apriliani, tra cui il titolare di una nota autoconcessionaria della città. Ieri per il promoter è arrivata la condanna dal Tribunale di Latina: un anno e quattro mesi di reclusione.
Il presunto raggiro si p sviluppato tra il 2005 e il 2010.
Secondo gli inquirenti, Giona Caporossi, 50enne di Latina, svolgendo l’attività di promotore finanziario con contratto di agenzia con la Sanpaolo Invest, società del gruppo Fideuram, fece aprire ai due clienti di Aprilia dei conti correnti presso la Sanpaolo Invest di via Isonzo, a Latina, facendo versare loro, tra il 1998 e il 1999, 2,7 milioni di euro, investendo poi 1,7 milioni in gestioni patrimoniali fondi e oltre 960mila euro in fondi comuni di investimento e polizze assicurative, rimborsandoli infine di 1,8 milioni.
Per coprire le perdite, il promotore finanziario, a partire dal 2005, avrebbe fornito ai due clienti rendiconti falsi, in cui veniva attestato che gli affari procedevano a gonfie vele. In base a tale documentazione, nel 2005 il capitale degli apriliani risultava ammontare a oltre 12 milioni e a 11,4 nel 2010. Complice la crisi, la realtà era invece diversa e gli investitori, tratti in inganno, non hanno ritirato il capitale. Una truffa, secondo l’accusa, con cui Caporossi avrebbe ottenuto ingiustamente provvigioni per 37mila euro e i due clienti avrebbero perso 249.314 euro. Con tale accusa e con quella di falso, per le rendicontazioni fasulle inviate ai clienti con cadenza mensile o trimestrale, il promotore finanziario è stato quindi mandato a giudizio dal pubblico ministero Cristina Pigozzo.
Al termine dell’istruttoria, ieri mattina, davanti al giudice Fabio Velardi, le parti hanno concluso e il pubblico ministero d’udienza, il pm Massimo Campeti, ha chiesto per l’imputato una condanna a un anno e due mesi di reclusione. Al termine della camera di consiglio, il giudice Velardi ha così letto il dispositivo andando anche oltre la richiesta del pm.

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