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Martedì 06 Dicembre 2016

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Reato di omicidio stradale, siglato nel Lazio un protocollo operativo

Come intervenire

La Regione Lazio ha siglato il primo protocollo operativo per quanto riguarda il reato di omicidio stradale. È un passo avanti importantissimo e di fatto il primo strumento concreto per colmare un vuoto procedurale dopo l’approvazione della legge sull’omicidio stradale.
Di cosa si tratta? È un progetto pilota, un protocollo specifico, per fare in modo di offrire alla polizia stradale e alle Procure che indagano certezze sugli esiti delle indagini.
Si tratta di un documento fondamentale per il tema che affronta e perché è la prima esperienza avviata in Italia. Un primato, quello della Regione Lazio sul cui territorio insistono purtroppo alcune delle strade più pericolose d’Italia. Una fra tutte, la Pontina. Il protocollo prevede procedure omogenee e operative in tutto il territorio regionale. La Regione andrà così a definire le attività che deve svolgere l’operatore sanitario con relative garanzie di sicurezza anche per chi deve essere sottoposto all’accertamento dopo l’incidente. Si stabiliscono, cosa molto importante, le sostanze da ricercare, le procedure di conservazione e trasporto dei campioni, il tipo di analisi da effettuare. Per quanto riguarda poi la formazione di professionisti qualificati, l’Ente fornirà al personale sanitario addetto all’accertamento dello stato di ebrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope, indicazioni chiare e precise circa le procedure da seguire.
E tra le altre cose il protocollo individua le caratteristiche dei presidi di primo e di secondo livello della rete sanitaria regionale, dove vengono effettuate i test di screening e quelli successivi.
Attraverso una griglia di procedure ben definite, cercare escamotage per “sfuggire” ai controlli o comunque a determinati tipologie di accertamenti sarà molto difficile. Cosa che velocizza anche il lavoro svolto dalle forze dell’ordine. «In Italia c'è da alcuni mesi una nuova legge sull'omicidio stradale – commenta il presidente, Nicola Zingaretti - è una buona legge che finalmente fa giustizia di tanti lutti e di tante lacune del nostro sistema giudiziario, ma per applicarla c’era bisogno di rivoluzionare in parte il lavoro del sistema sanitario regionale: per questo abbiamo siglato un protocollo specifico, per fare in modo di offrire alla Polizia stradale e alle Procure che indagano certezze sugli esiti delle indagini. Si tratta di un documento importantissimo per il tema che affronta e perché è la prima esperienza avviata in Italia».
Il protocollo, siglato ieri, arriva dopo una serie di azioni ed investimenti. Basti pensare al nuovo strumento per monitorare lo stato delle strade: già attivato da luglio 2015. Si tratta del Var, un veicolo in grado di censire l’intera rete stradale regionale attraverso l’utilizzo della tecnologia gps e un sistema di rilevazioni a 360 gradi. L’obiettivo della Regione è ridurre del 50% il numero dei morti sulle strade entro il 2020. Inoltre, sono già stati investiti 140 milioni con Astral, l’azienda strade Lazio.
Molte opere sono state consegnate e ci sono 30 milioni di euro di lavori in corso su tutto il territorio.

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