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Martedì 06 Dicembre 2016

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I complimenti del commissario Barbato a Coletta

Il sindaco Damiano Coletta

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Dall'urbanistica ai rifiuti, passando per l'acqua: i progetti di Coletta

Latina

Sindaco Coletta, dove vogliamo portare questa città?
«Siamo qui da poco più di tre mesi e lei mi chiede di tracciare un profilo della linea politica di questa amministrazione. Posso dirle che in questo breve lasso di tempo che ci ha visto e ci vede tuttora impegnatissimi nel tentativo di prendere in mano le redini della macchina comunale, si sono andate delineando le direttrici su cui intendiamo incardinare il nostro percorso politico. I temi prioritari sono senz’altro quelli dell’urbanistica, della gestione dei rifiuti, della ripubblicizzazione dell’acqua e della mobilità. E’ su questi fronti che vogliamo dare la nostra risposta forte alla voglia di cambiamento espressa dai cittadini di Latina, la stessa voglia che li ha indotti a scegliere Latina bene comune per la guida della città. E’ abbastanza evidente il nostro impegno su queste tematiche, una più insidiosa dell’altra, ma mi lasci anche dire che non intendiamo perdere di vista quello che in genere si dà per scontato, cioè l’ordinaria amministrazione della città, che passa attraverso la manutenzione dell’esistente e il decoro della città».
Coi Piani particolareggiati annullati e quasi dimenticati l’idea che circola in città è quella di un’urbanistica azzerata.
«Stiamo mettendo su un Ufficio di Piano che prevede il coordinamento di tutta la pianificazione della città. Tutto partirà con il progetto di riqualificazione urbana che abbiamo già presentato per accedere ad un finanziamento pubblico. Presenteremo questo piano il 10 novembre prossimo a Milano, nel corso di un convegno promosso dall’Istituto Nazionale di Urbanistica. Questo progetto è stato messo a punto dall’assessore Buttarelli con il concorso degli uffici comunali ed è stato già ritenuto il migliore dagli organizzatori del convegno di Milano per la visione complessiva dell’intervento. Di che si tratta? Le anticipo che il lavoro prende le mosse dalla cosiddetta Porta Nord e si snoda sul collegamento con la stazione ferroviaria, sulla riqualificazione della Marina a partire dal completamento di via Massaro, e trova la sintesi in una nuova rappresentazione del centro urbano, dove a farla da padrone sarà la presenza del polo universitario. Non saremo soli nel portare avanti questo programma ambizioso: sono previsti protocolli d’intesa con l’Università di Firenze per il trasporto e con l’Università di Roma per una serie di interventi urbani, non ultimo quello del Piano di eliminazione delle barriere architettoniche».
E i Ppe annullati? Cosa intendete farne?
«Già, i Piani particolareggiati. Abbiamo stabilito di portarli presto in discussione in Consiglio comunale, ci confronteremo con tutte le forze politiche per raccogliere tutte le osservazioni e i suggerimenti per apportare le necessarie correzioni laddove ce ne sarà bisogno. Nel frattempo stiamo sbloccando l’edilizia residenziale pubblica, abbiamo già sbloccato il Contratto di quartiere di Latina Scalo, i lavori per il Parco Faustinella, sempre allo Scalo, e sono pronti a ripartire i lavori per il Centro Minori. Siamo anche fortemente intenzionati a rimettere ordine nel settore del condono edilizio. E’ un lavoro monumentale, ma non ci possiamo sottrarre. Le dico anche che nei giorni scorsi sono venuti gli ispettori della Regione a dirci che se entro il prossimo mese di marzo non avremo completato la fitodepurazione, le isole ecologiche e il Parco Vasco de Gama, non solo perderemo i finanziamenti Plus, ma dovremo restituire anche la parte già spesa, un milione e mezzo di euro. Una bella eredità, non trova? L’unico motivo di soddisfazione per adesso è che avvertiamo un clima di ritrovata serenità da parte degli imprenditori: hanno capito che il nostro obiettivo è dare risposte, e subito».
I commercianti che volevano una risposta, e subito, sul destino della Ztl, non sono per niente soddisfatti.
«A me spiace che qualcuno pensi mi sia rimangiato la parola. Ho ammesso un errore di metodo nel considerare a suo tempo alcuni commercianti la rappresentanza di tutti i commercianti, ma insisto nel dire che non possiamo avere fretta se vogliamo davvero valorizzare il centro. Latina deve avere una visione europea del proprio nucleo di fondazione, e noi faremo sì che il centro storico diventi il motore della città. Lo diventerà con un teatro che funziona, con una biblioteca più grande di quella che abbiamo, con il garage Ruspi a fare da polo attrattivo di manifestazioni, con il Mercato Annonario al suo posto. I cittadini ed anche i commercianti debbono sapere che ci stiamo muovendo senza risorse, e che i programmi si preparano per tempo. Abbiamo trovato grande sensibilità e partecipazione da parte di sponsor che si sono resi disponibili ad intervenire su una molteplicità di progetti che cambieranno presto il volto della città».
E cambierete il volto della città anche rompendo gli schemi sulle gare d’appalto, come avete fatto buttando alle ortiche il bando per i rifiuti predisposto dal Commissario Barbato?
«Siamo convinti della validità della formula del consorzio tra comuni attraverso la gestione diretta del servizio. E in questo abbiamo anche il sostegno della Regione. Ci sono esempi di consorzi che funzionano molto bene, in Veneto e in Puglia. Stiamo studiando, ma sappiamo che non vogliamo andare a gara. Quello che invece vogliamo è garantire un servizio efficiente, economicamente vantaggioso per il Comune e meno oneroso di quello attuale per i cittadini. Entro la fine dell’anno presenteremo il nostro piano di gestione, ed un impegno che ci toglie la maggior parte del tempo che dedichiamo all’amministrazione. Nel nostro piano è previsto il riassorbimento dei dipendenti di Latina Ambiente, che ringrazio per quello che stanno facendo da un paio di mesi a questa parte, ed è previsto lo spostamento da Borgo Montello del peso della servitù della discarica; quei cittadini hanno già dato, adesso meritano che sia loro riconosciuto il danno che hanno subito per decenni. Saremo una città moderna anche nel modo in cui gestiremo i nostri rifiuti».
E i debiti con Latina Ambiente? Dimenticati?
«C’è chi li sta quantificando, e non è ancora detto che siano debiti piuttosto che crediti. Staremo a vedere».
Sul fronte dell’acqua la vostra discrezionalità è sembrata invece molto ridotta.
«Intorno all’acqua ruotano interessi enormi, e la battaglia coinvolge tutte le comunità dell’ambito territoriale. Il contratto in essere è troppo sbilanciato sul privato, e di fronte abbiamo due strade percorribili. La prima è quella legale, per cercare di superare lo scoglio del pegno con Depfa Bank; l’altra è quella di accedere all’acquisto delle quote della spa. C’è una unità politica che si va stringendo e che è già in contrasto con il Cda di Acqualatina nominato in un’altra epoca. Quello che ci serve è un amministratore unico di riferimento capace di traghettare i comuni dell’Ato 4 verso un nuovo corso e verso una gestione virtuosa e condivisa coi cittadini. Sì, vogliamo senz’altro la ripubblicizzazione dell’acqua, ma sia chiaro, è un percorso lento e difficile, che non può esulare dai rapporti in seno alla rappresentanza pubblica della spa, rappresentanza che oggi non è ancora in grado di contare più del socio privato di minoranza. E’ una macchina infernale che hanno costruito per bene e che non sarà semplice demolire».
Lo ha detto Lei, non ci sono risorse da amministrare. Come andrete avanti?
«Il bilancio punterà a fissare le priorità del nostro governo della città, che saranno quelle della manutenzione e della sicurezza delle scuole, della gestione del verde pubblico, del mantenimento del decoro urbano, del raggiungimento dell’equità tributaria attraverso la lotta all’evasione. Sono cose semplici, ma è da lì che si riparte, dalla garanzia dei ripristino dei diritti minimi, che sono quelli della sicurezza, del decoro, della pulizia, della gestione oculata del bene pubblico, del rispetto delle esigenze di tutti, dell’osservanza delle regole che qui da noi sono saltate da troppo tempo. Non voglio addentrarmi nel pantano dei debiti fuori bilancio, degli interessi che hanno generato, e nemmeno parlare di quello che significa rimettere ordine nei conti delle strutture pubbliche affidate ai privati, impianti sportivi compresi. Sfiderei chiunque a mettersi all’opera con una mole così vasta di situazioni pregresse e malate. Ma adesso siamo in ballo, e balliamo. Se ne usciremo vivi, e ce la faremo, allora potremo cominciare a sognare, a puntare in alto, a guardare a un futuro migliore di quello che riusciamo a vedere ed immaginare oggi».

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