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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Omicidio di Silvana Cerro Condannati a 21 anni i colpevoli
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Omicidio Cerro, condanne confermate in appello

Fondi

A tre anni dal delitto e a un anno dalla pronuncia dei giudici di primo grado, non cambia il quadro accusatorio nei confronti di Salvatore Guglietta e Achour Taleb. Per i due, detenuti in carcere per la rapina finita in tragedia in cui perse la vita la 56enne Silvana Cerro, i giudici della corte d’appello di Roma hanno confermato le pene inflitte in primo grado dalla corte d’assise del tribunale di Latina.
Per il nordafricano Achour Taleb, 45enne, accusato di rapina e omicidio, è stata confermata la pena a quattordici anni di reclusione; per il 59enne Salvatore Guglietta i giudici di appello hanno invece confermato la pena a 7 anni. Regge anche in secondo grado, quindi, il castello accusatorio così come ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Gaeta sotto la guida del pubblico ministero titolare dell’indagine, il sostituto Gregorio Capasso. Come emerso in fase investigativa e poi nel corso del processo, Silvana Cerro morì a seguito di una aggressione a cui prese parte anche una terza persona rimasta, però, ignota. Il delitto si consumò la sera del 20 novembre del 2013 all’interno di una tranquilla palazzina di via Pascoli, nel centro storico di Fondi. Qui la vittima, Silvana Cerro, originaria di Pontecorvo ma da tempo residente nella Piana, si era ritrovata coinvolta in un tentativo di rapina ai danni di una vicina di casa, un’anziana 80enne. Sentendo i rumori che arrivavano dall’abitazione vicina, Silvana Cerro era intervenuta a quanto pare per capire cosa stesse accadendo e si era ritrovata davanti i malviventi.
La 56enne era stata legata e imbavagliata. Quindi era deceduta per soffocamento. Le indagini dei carabinieri erano state velocissime. Nell’arco di poche ore i militari dell’Arma erano riusciti a chiudere il cerchio attorno al marocchino e al fondano, subito fermati e accusati dei tragici fatti di via Pascoli. Si era quindi arrivati al processo di primo grado e alla condanna emessa dalla corte d’assise presieduta dal giudice Pierfrancesco De Angelis proprio un anno fa. Ieri la pronuncia dei colleghi della corte d’assise d’appello di Roma che hanno respinto le istanze della difesa.
In particolare l’avvocato Giusi Grigoli, che assiste il marocchino Taleb Achour, ha sostenuto il ruolo in concorso dell’imputato che, secondo la teoria difensiva, non avrebbe commesso il delitto. Ma evidentemente la discussione non ha convinto i giudici che hanno sostanzialmente riprodotto l’orientamento del tribunale di Latina. Adesso bisognerà attendere 45 giorni per le motivazioni della sentenza ed eventualmente altri 45 giorni per impugnare anche questa pronuncia e ricorrere in Cassazione. Ipotesi che le difese sarebbero intenzionate a seguire.

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