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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Il sindaco: "Il punto di primo intervento non si tocca"
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Salvi i punti di primo intervento dai tagli imposti dal Ministero

Regione Lazio

I punti di primo intervento del Lazio sono salvi. Almeno per ora. Ad assicurare che al momento quelle strutture sanitarie, le uniche presenti in molti territori, non verranno toccate e che è in corso un confronto con il Ministero per evitarne la chiusura, ieri in commissione regionale politiche sociali e salute è stato il direttore regionale della direzione salute, Vincenzo Panella.
Il caso è esploso con la nota inviata ai manager Asl, il 13 settembre 2016, proprio dalla Direzione regionale salute, in cui veniva specificato che, alla luce del decreto ministeriale 70/15, andavano dismessi i 13 punti di primo intervento presenti nella regione, tra cui quelli di Cisterna di Latina, Cori, Priverno, Sezze, Sabaudia, Gaeta, Minturno e Pontecorvo. Iniziate polemiche e proteste, venti giorni fa, in commissione sanità, il responsabile della cabina di regia della sanità, Alessio D’Amato, aveva poi assicurato che non sarebbe stata chiusa alcuna struttura, ma che i Ppi sarebbero solo stati riorganizzati. Un tema su cui ha anche presentato un’interrogazione il consigliere regionale Fabrizio Santori (Fratelli d’Italia) e che ieri è stata affrontata nella commissione politiche sociali e salute, presieduta da Rodolfo Lena (Pd). L’argomento è stato dibattuto alla luce di quanto accaduto nel pronto soccorso dell’ospedale romano San Camillo, dove è stato tenuto per 56 ore un malato oncologico terminale. L’opposizione, a partire dall’ex presidente Francesco Storace, ha affermato che episodi del genere accadono essendo i pronto soccorso intasati e che proprio per questo non si possono eliminare i centri minori come i Ppi. A chiedere chiarezza sul futuro dei punti di primo soccorso al direttore Panella è stato quindi il vicepresidente della commissione, Antonio Aurigemma (FI), che da un mese si sta battendo per evitare la chiusura di tali presidi. «Ci è stato assicurato - ci ha dichiarato Aurigemma - che alcune strutture superano i seimila accessi previsti nel decreto, ma che comunque la situazione resterà congelata e in effetti la circolare del 13 settembre è già stata rettificata». E il dietrofront è già stato comunicato anche alle Aziende Sanitarie.

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