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Sabato 03 Dicembre 2016

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Traffico di cocaina, crack e marijuana: nomi e ruoli degli indagati
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Traffico di cocaina, crack e marijuana: nomi e ruoli degli indagati

Fondi

Giovani campani che si allontanano dai territori d’origine, da terre dove alcuni nomi creano mille difficoltà e dove un piccolo errore negli affari criminali costa la vita, e che si stabiliscono in provincia di Latina. Ragazzi di malavita, con il piglio del capo e tanta voglia d’imporsi, in alcuni casi già prima di raggiungere la maggiore età, in grado di coagulare in fretta attorno a sé “soldati” del posto, in cerca solo di un leader per vivere calpestando la legge. Storie che si ripetono sempre più spesso nelle inchieste portate avanti dalla Procura ordinaria e da quella Antimafia nell’agro pontino. Soprattutto tra Latina e il golfo di Gaeta. Un canovaccio che emerge con forza anche dall’indagine che ha portato ieri i carabinieri ad eseguire dieci misure cautelari, ipotizzando la costituzione di due associazioni per delinquere dedite al narcotraffico tra Terracina, Fondi, Itri e Formia.
A capo di una delle due presunte organizzazioni, infatti, secondo l’Antimafia di Roma, vi sarebbe stato un 25enne originario di Caserta, Vincenzo Imparato, destinatario di una misura cautelare in carcere, sfuggito alla cattura ma costituitosi spontaneamente oggi al carcere di Frosinone. E a capo della seconda vi sarebbe stato un secondo casertano, il 25enne Giuseppe Ambrosio. Due figure impegnate nel traffico di cocaina, crack e marijuana.
In entrambi i casi, inoltre, ad affiancare il presunto capo e a controllare gli spacciatori, quelli che poi dovevano versare gli incassi della vendita della droga nelle casse dell’associazione criminale, vi sarebbero stati anche un minorenni. Un’inchiesta partita nella seconda metà del 2015, proprio quando si era fermata quella sempre antispaccio portata avanti dalla Procura di Latina, denominata “Melody”. In quel caso, raccolti anche diversi appelli da parte di mamme disperate per il futuro dei loro figli, i carabinieri avevano monitorato quanto avveniva nella zona all’ombra di alcuni locali e, nell’ottobre scorso, eseguito 15 arresti. Non è così forse un caso che tra gli arrestati di ieri vi siano anche due uomini già finiti in manette in “Melody”: Davide Terracciano, 36enne di Fondi, che già nel luglio 2015 era stato arrestato per spaccio di cocaina, e Marco Iacovacci, 44enne di Terracina. Un ruolo importante nell’inchiesta antimafia, oltre ai due presunti capi, è poi stato assegnato dagli inquirenti a Cristian Peppe, 20enne di Fondi, ad Alessandro Papa, 37enne di Formia, e ad Attilio Franzini, 39 anni, anche lui di Formia. Arrestato inoltre Mirko Mauti, 28 anni, originario di Latina ma da tempo residente a Fondi, già finito in manette ad ottobre dell’anno scorso, dopo essere stato trovato in casa dai carabinieri con quattro etti di coca e altrettanti di marijuana. Il giovane si giustificò dicendo che custodiva quella sostanza stupefacente per conto di un amico. Un arresto cosiddetto di riscontro, utile agli inquirenti a provare le ipotesi formulate tra un pedinamento e un’intercettazione. E per quella vicenda Mauti, a febbraio, è stato condannato dal giudice Laura Matilde Campoli a quattro anni di reclusione. Sempre ieri, infine, misure cautelari sono state eseguite a carico di Raffaele Ferraro, 30 anni, originario di Napoli, e del fondano Onorato Rotunno, 30 anni. Indagati, invece, ma lasciati a piede libero, Carlo Macaro, 57enne di Fondi, considerato gestore di una piazza di spaccio a Fondi, e il 21enne Giacomo Ricciotti, anche lui fondano.

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